Napoli e arbitri, la protesta dei tifosi: “ADL ora deve farsi sentire”
Prima del match contro il Como, la Curva A aveva lanciato un segnale chiaro al presidente Aurelio De Laurentiis: serviva una presa di posizione pubblica. Due i punti contestati...
Il malumore monta. Dopo Napoli-Como, oltre all’eliminazione dalla Coppa Italia, resta la sensazione – diffusa tra tifosi e parte della stampa – di decisioni arbitrali sfavorevoli.
Napoli e arbitri, la protesta dei tifosi: “ADL ora deve farsi sentire”
Il Roma, con un editoriale firmato da Salvatore Caiazza, prende posizione netta: “Hanno ragione i tifosi: adesso De Laurentiis deve farsi sentire”.
Il tema non è solo tecnico. È politico, istituzionale, identitario. Riguarda il ruolo del presidente in un momento percepito come delicato per il club campione d’Italia.
La Curva A e il messaggio ad ADL
Prima del match contro il Como, la Curva A aveva lanciato un segnale chiaro al presidente Aurelio De Laurentiis: serviva una presa di posizione pubblica. Due i punti contestati:
Gli episodi arbitrali ritenuti penalizzanti.
Il mercato invernale a saldo zero.
Secondo l’editoriale, il silenzio del presidente avrebbe alimentato frustrazione. “Si è cucito la bocca”, scrive il quotidiano, descrivendo un ambiente che si aspetta una leadership più visibile nei momenti di tensione.
Nel calcio italiano, il peso politico delle società è spesso legato anche alla capacità dei dirigenti di intervenire nel dibattito pubblico.
L’episodio Manganiello e la doppia ammonizione mancata
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Nel mirino c’è la direzione di gara di Gianluca Manganiello. L’episodio chiave riguarda Ramon, già ammonito nel primo tempo per un fallo su Hojlund. Nella ripresa, secondo la ricostruzione, il difensore avrebbe commesso un intervento al limite dell’area che avrebbe potuto portare al secondo giallo.
Il cartellino, però, resta nel taschino. La partita prosegue.
Conte dalla panchina protesta con veemenza, rivolgendosi anche al quarto uomo. Un segnale di tensione che si inserisce in un clima già surriscaldato.
Il precedente del rigore a Vergara e la narrazione mediatica
L’editoriale richiama anche un altro episodio: il rigore assegnato a Vergara per uno “step on foot” di Cornet. In quel caso, la polemica aveva coinvolto l’arbitro Massa.
La tesi del quotidiano è chiara: gli errori arbitrali a sfavore del Napoli sarebbero diventati ricorrenti. E la percezione – più che il singolo episodio – sta alimentando il malcontento.
Quando si parla di arbitraggio, il confine tra valutazione tecnica e sentimento collettivo è sottile. Ma nel calcio moderno la percezione conta quanto la realtà oggettiva.
Il ruolo di Rocchi e la qualità arbitrale
Conte, nel post partita, ha evitato di alimentare ulteriormente lo scontro, pur sottolineando che Rocchi “deve migliorare la qualità dei suoi uomini”.
Un passaggio che sposta il focus dal singolo arbitro al sistema. La gestione tecnica della classe arbitrale diventa così parte del dibattito pubblico.
Il tema è strutturale: uniformità di giudizio, utilizzo del VAR, coerenza disciplinare. Questioni che non riguardano solo il Napoli ma l’intero campionato.
ADL tra strategia del silenzio e pressione ambientale
La domanda centrale è politica: De Laurentiis deve intervenire pubblicamente?
Nel calcio italiano, alcuni presidenti scelgono la linea dura mediatica. Altri preferiscono lavorare dietro le quinte, nei rapporti istituzionali. La strategia del silenzio può essere interpretata come equilibrio o come assenza, a seconda del punto di vista.
In un momento in cui il Napoli vive una stagione complessa – tra infortuni, eliminazioni e tensioni arbitrali – la figura del presidente torna centrale. Non solo come proprietario, ma come rappresentante dell’identità del club.
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