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martedì 4 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Napoli, Conte tra record e inquietudini: 400 vittorie, sogno scudetto-bis e i nodi di una “stagione assurda”

Dal -6 provvisorio dall’Inter capolista alla reazione immediata dopo l’eliminazione dalla Champions League, Conte osserva una squadra capace di rialzarsi, ma ancora fragile in troppi snodi chiave. Una contraddizione che lui stesso ha definito più volte una “stagione assurda”.

Napoli, Conte tra record e inquietudini: 400 vittorie, sogno scudetto-bis e i nodi di una “stagione assurda”
Quattrocento vittorie in carriera rappresentano una soglia simbolica che racconta grandezza, continuità e ambizione. Antonio Conte l’ha tagliata a Genova, sulla panchina del Napoli, grazie a un 3-2 maturato allo scadere e carico di significati sportivi ed emotivi. Eppure, nel giorno del record, il volto dell’allenatore azzurro è rimasto serio.

Napoli, Conte tra record e inquietudini: 400 vittorie, sogno scudetto-bis e i nodi di una “stagione assurda”

Perché le luci di questo Napoli continuano a convivere con ombre profonde, che rendono complessa la corsa verso il sogno scudetto-bis. Dal -6 provvisorio dall’Inter capolista alla reazione immediata dopo l’eliminazione dalla Champions League, Conte osserva una squadra capace di rialzarsi, ma ancora fragile in troppi snodi chiave. Una contraddizione che lui stesso ha definito più volte una “stagione assurda”. Le luci del Napoli di Conte Spirito da campioni e identità mentale A Marassi il Napoli ha dimostrato di avere nervi saldi e identità. In dieci uomini, sotto la pressione costante del Ferraris, gli azzurri non sono crollati. Conte lo ha rivendicato con forza: i suoi giocatori hanno “gettato il cuore oltre l’ostacolo”. Il rigore finale ha acceso polemiche, ma il dato resta: poche squadre avrebbero resistito in quelle condizioni. È questo spirito che alimenta la speranza di restare agganciati alla vetta. Højlund leader offensivo, Vergara cresce L’attacco è il reparto che offre le risposte più convincenti. Rasmus Højlund è ormai una certezza di livello internazionale, definito da Daniele De Rossi “uno dei migliori attaccanti al mondo in campo aperto”. La doppietta di Genova lo porta a 12 gol stagionali e lo consacra come riferimento offensivo. Accanto a lui, Vergara si prende la scena con la determinazione che lo porta a conquistare il rigore decisivo: un segnale forte per lo spogliatoio, soprattutto considerando che fino a poche settimane fa era visto come una semplice alternativa. I rinforzi di gennaio e le nuove soluzioni Dietro ai titolari, Conte attende risposte dai nuovi innesti. Alisson Santos e Giovane hanno assaggiato il campo a Genova in una gara spezzata da infortuni ed espulsioni, senza lasciare ancora il segno. La rosa resta corta, come sottolineato dallo stesso allenatore, ma il contributo dei nuovi attaccanti sarà determinante per arrivare lucidi al finale di stagione, soprattutto in attesa del rientro di Lukaku. Le ombre che preoccupano Conte Una difesa meno solida del passato Il vero campanello d’allarme riguarda la fase difensiva. Il Napoli non è più il fortino dello scorso anno. I due gol subiti a Genova, quello incassato contro la Fiorentina e le tre reti concesse a Chelsea e Juventus raccontano una fragilità crescente. La prova negativa di Buongiorno e l’espulsione di Juan Jesus sono solo la punta dell’iceberg di un reparto che fatica a ritrovare continuità, nonostante il rientro anticipato di Rrahmani. Infermeria piena e recuperi incerti Gli infortuni restano il grande nemico. Sette indisponibili certi e l’incognita McTominay, alle prese con un’infiammazione persistente. A questi si aggiungono situazioni complesse: Anguissa, mai pienamente recuperato tra problemi muscolari e alla schiena, e Kevin De Bruyne, il colpo di prestigio che doveva dare spessore internazionale al progetto. Il belga rientrerà solo dopo l’operazione al bicipite femorale, probabilmente in un contesto molto diverso da quello che aveva lasciato, con il Napoli eliminato dalla Champions e lontano dalla vetta. Il calendario e l’esame Como Il prossimo ostacolo è immediato. Conte ha già messo in guardia sull’impegno contro il Como, squadra “riposata” e guidata da Fabregas, capace con il suo stile di creare problemi agli azzurri. La Coppa Italia può diventare un obiettivo concreto, ma il calendario di Serie A è tutt’altro che indulgente: Roma e Atalanta in sequenza rappresentano un bivio. Da una parte la possibilità di blindare la qualificazione Champions e riaccendere il sogno scudetto, dall’altra il rischio di scivolare verso una delusione difficile da assorbire.
Andrea Fiorentino · Redattore