Napoli, Conte ha provato a farsi sentire da Chiffi negli spogliatoi, poi Manna...
La decisione di Conte di non rilasciare commenti pubblici è stata letta come un segnale di equilibrio: pur essendo un front-man naturale del Napoli, Conte ha scelto di non farsi carico da solo delle polemiche arbitrali.
Domenica sera, al termine della sfida contro l’Atalanta, Antonio Conte ha scelto di non rilasciare dichiarazioni pubbliche. Una decisione meditata, raccontata dal Corriere dello Sport che sottolinea come l’allenatore abbia prima chiesto chiarimenti direttamente all’arbitro Daniele Chiffi negli spogliatoi della New Balance Arena.
Napoli, Conte ha provato a farsi sentire da Chiffi negli spogliatoi, poi Manna...
Secondo il quotidiano, Conte ha affrontato l’arbitro dopo la partita per discutere alcuni episodi controversi. Dopo questo confronto interno, ha preferito rimanere in silenzio davanti ai microfoni, lasciando alla società e ai propri dirigenti la gestione della comunicazione pubblica. Una scelta che riflette la volontà di separare l’analisi tecnica sul campo dal dibattito mediatico.
A parlare in conferenza stampa è stato invece il direttore sportivo Giovanni Manna, che ha assunto il ruolo di portavoce del club: «Non siamo gli unici e qualcuno sopra deve fare dei ragionamenti: non funziona niente oggi, non capisco il protocollo e tantomeno le risposte», ha dichiarato, facendo riferimento anche a episodi simili accaduti in passato a Torino e al Maradona.
La strategia del silenzio
La decisione di Conte di non rilasciare commenti pubblici è stata letta come un segnale di equilibrio: pur essendo un front-man naturale del Napoli, Conte ha scelto di non farsi carico da solo delle polemiche arbitrali. La voce ufficiale della società passa così attraverso il ds Manna, mentre Aurelio De Laurentiis si è fatto sentire dietro le quinte, coordinando la posizione del club.
Questo approccio sottolinea una nuova strategia di comunicazione: il Napoli punta a far emergere le proprie ragioni senza affidarsi esclusivamente alle dichiarazioni del tecnico, bilanciando l’autorevolezza di Conte con quella dei dirigenti.
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