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sabato 1 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Napoli, Conte difende il suo percorso: il tecnico non accetta processi su una stagione segnata dagli ostacoli

Per il momento, il tecnico ha scelto il silenzio pubblico. Dopo la sfida contro la Lazio aveva lasciato intendere chiaramente la propria linea: evitare discussioni premature fino al termine della stagione, rimandando ogni confronto ai colloqui interni.

Napoli, Conte difende il suo percorso: il tecnico non accetta processi su una stagione segnata dagli ostacoli
Antonio Conte guarda la stagione del Napoli con occhi molto diversi rispetto a una parte dell’ambiente che continua a interrogarsi sui limiti della squadra. Ed è proprio questa distanza di prospettiva ad aver creato, nelle ultime settimane, un certo fastidio nell’allenatore azzurro.

Napoli, Conte difende il suo percorso: il tecnico non accetta processi su una stagione segnata dagli ostacoli

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il tecnico non comprenderebbe alcune valutazioni critiche emerse attorno al rendimento del Napoli, soprattutto considerando il contesto complicato in cui è maturata l’annata. Nella lettura di Conte, infatti, il bilancio resta largamente positivo: una Supercoppa conquistata, il ritorno ormai virtualmente certo in Champions League e la concreta possibilità di chiudere il campionato al secondo posto dietro l’Inter. Per lui, elementi troppo importanti per essere ridimensionati da una narrazione focalizzata quasi esclusivamente sulle delusioni europee o su alcuni momenti di flessione. Bologna come spartiacque della stagione La sfida contro il Bologna, in programma in serata, riporta inevitabilmente alla memoria uno dei momenti più delicati dell’anno azzurro. Fu proprio dopo quella sconfitta che il rapporto tra Conte, squadra e ambiente sembrò attraversare una crepa profonda. Le sue parole nel post-partita fecero rumore: “Io morti non ne accompagno”. Una frase dura, interpretata da molti come il segnale di una possibile rottura imminente. Nei giorni successivi, durante la pausa per le nazionali, attorno al Napoli si diffuse persino la sensazione che Conte potesse valutare seriamente l’addio anticipato. Invece accadde l’opposto. Da quel momento, infatti, la squadra trovò probabilmente il suo periodo migliore della stagione. Il Napoli iniziò a vincere con continuità, ritrovò brillantezza offensiva e costruì la rincorsa che avrebbe poi portato alla conquista della Supercoppa e alla stabilizzazione nelle zone alte della classifica. Anche l’esplosione di David Neres, diventato centrale nelle dinamiche offensive in assenza di altri riferimenti tecnici, contribuì a cambiare volto alla squadra. La Champions resta la ferita aperta Se c’è un aspetto che continua però a pesare nel giudizio complessivo sulla stagione è il cammino europeo. L’eliminazione prematura dalla Champions League rappresenta senza dubbio il punto più doloroso del secondo anno di Conte a Napoli. Chiudere il girone nelle ultime posizioni, ben lontano dagli ottavi e persino dagli spareggi, ha lasciato una traccia pesante nell’ambiente. Per qualità della rosa, esperienza e investimenti, il Napoli era considerato ampiamente in grado di competere almeno per il passaggio del turno. Ed è proprio questa contraddizione ad alimentare il dibattito: da una parte una squadra capace di reagire nei momenti più complessi in campionato, dall’altra un rendimento europeo giudicato insufficiente. Conte, però, sembra voler separare i due piani. Nella sua visione, gli ostacoli affrontati durante l’anno — tra infortuni, equilibri tattici da ricostruire e pressioni ambientali — avrebbero inevitabilmente inciso sul percorso complessivo. Il confronto con De Laurentiis si avvicina Mentre il campionato si avvia verso la conclusione, cresce anche l’attesa per il confronto decisivo tra Conte e Aurelio De Laurentiis. L’allenatore ha ancora un anno di contratto, ma vuole capire con chiarezza quali saranno le ambizioni future del club. Un passaggio che per lui rappresenta una priorità assoluta, come già accaduto in passato durante la separazione dall’Inter. Conte non ragiona mai soltanto sul presente. Vuole conoscere programmi, investimenti, prospettive tecniche e margini di crescita. Vuole soprattutto capire se esiste ancora una piena convergenza tra le sue richieste e la direzione della società. Per il momento, il tecnico ha scelto il silenzio pubblico. Dopo la sfida contro la Lazio aveva lasciato intendere chiaramente la propria linea: evitare discussioni premature fino al termine della stagione, rimandando ogni confronto ai colloqui interni. Una posizione che riflette il suo modo di vivere il calcio: concentrazione totale sugli obiettivi, poi le decisioni. Tra tensioni e risultati, Conte resta centrale nel progetto Napoli Al di là delle critiche e delle inevitabili discussioni attorno ai risultati, un aspetto appare evidente: Antonio Conte continua a occupare il centro assoluto del progetto Napoli. La squadra porta chiaramente la sua impronta caratteriale. Intensità, pressione mentale, ricerca costante del risultato e una competitività ritrovata dopo stagioni altalenanti. Per questo motivo, anche nei momenti di maggiore tensione, il rapporto con il club non sembra essersi realmente spezzato. Piuttosto, appare attraversato da una fase di riflessione reciproca. Conte pretende garanzie per continuare. Il Napoli, invece, sa che perdere oggi un allenatore capace di riportare stabilità tecnica e mentalità vincente significherebbe riaprire un ciclo di incertezza. Ed è probabilmente questo equilibrio fragile, fatto di ambizione, pressioni e aspettative altissime, che renderà decisivi i prossimi incontri tra il tecnico e De Laurentiis. AF
Andrea Fiorentino · Redattore