Napoli, chi c’è dietro Underdog Global Partners: il gruppo USA che vuole acquistare il club da De Laurentiis
Al centro dell’operazione c’è Underdog Global Partners (UGP), realtà americana sempre più attiva nel business sportivo internazionale e indicata come soggetto guida del gruppo interessato al Napoli.
Il futuro societario del Napoli torna al centro della scena con un dossier che va ben oltre il campo. Mentre si discute del possibile addio di Antonio Conte, prende quota il tema della proposta multimiliardaria arrivata ad Aurelio De Laurentiis da un consorzio di investitori statunitensi interessato all’acquisizione del club azzurro. Un’offerta importante, già respinta dal presidente, ma che potrebbe non aver esaurito il dialogo tra le parti.
Napoli, chi c’è dietro Underdog Global Partners: il gruppo USA che vuole acquistare il club da De Laurentiis
Al centro dell’operazione c’è Underdog Global Partners (UGP), realtà americana sempre più attiva nel business sportivo internazionale e indicata come soggetto guida del gruppo interessato al Napoli.
Chi è Underdog Global Partners: la società americana dietro il progetto Napoli
Underdog Global Partners è una società con sede a Greenwich, nel Connecticut, specializzata nella proprietà, gestione e consulenza nel settore sportivo. A fondarla è stato Matt Rizzetta, imprenditore statunitense già noto nel panorama italiano per il coinvolgimento nel Napoli Basket e per il ruolo di principale azionista del Campobasso Calcio, club di Serie C controllato attraverso il family office North Sixth Group.
Secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime ore, Rizzetta sarebbe stato presente a Napoli insieme ad altri dirigenti e partner del gruppo, tra cui il cofondatore Joseph Greco, Jason Wright e Rebecca Curran Elkins, elemento che conferma l’esistenza di un interesse strutturato e non episodico attorno al club partenopeo.
UGP non si limita però al calcio maschile professionistico. Nel suo portafoglio figurano anche il progetto Donna Roma, nato con finalità sportive e sociali rivolte al calcio femminile e all’inclusione giovanile, oltre all’FC Supra du Québec, società destinata a entrare nella massima competizione calcistica canadese.
Ariel Investments e il possibile peso finanziario del consorzio
Tra gli aspetti più rilevanti della vicenda emerge il possibile coinvolgimento di Ariel Investments, fondo con sede a Chicago che, secondo indiscrezioni, farebbe parte del consorzio interessato al Napoli.
Si tratta di un nome di grande rilievo nella finanza internazionale. Ariel Investments gestisce asset per un valore stimato vicino ai 14 miliardi di dollari ed è già presente nel calcio globale attraverso una partecipazione significativa nel Manchester United.
L’eventuale presenza di un soggetto di questo profilo contribuirebbe a spiegare la dimensione economica dell’offerta attribuita al gruppo americano e la solidità dell’operazione immaginata per il club azzurro.
Il progetto per il Napoli: non solo calcio, ma un modello sportivo integrato
L’interesse di UGP non sembrerebbe limitarsi alla semplice acquisizione societaria. Il piano ipotizzato avrebbe infatti una visione più ampia, ispirata a un modello polisportivo capace di integrare calcio, basket, infrastrutture e sviluppo territoriale.
L’idea circolata negli ambienti finanziari e sportivi richiama una struttura organizzativa simile a quella dei grandi club europei multisportivi: una sinergia tra Napoli calcio e Napoli Basket, accompagnata da investimenti immobiliari e infrastrutturali.
Sul tavolo ci sarebbero anche temi strategici come la realizzazione di una nuova arena dedicata al basket e il progetto di intervento sullo stadio Diego Armando Maradona, attualmente di proprietà comunale, attraverso operazioni di acquisizione, gestione o riqualificazione.
La filosofia di UGP: business sportivo, identità locale e crescita commerciale
La narrativa ufficiale di Underdog Global Partners insiste su un concetto preciso: il club sportivo come istituzione culturale, economica e comunitaria, non come semplice asset finanziario.
Nella visione dichiarata dalla società americana, squadre, tifosi e territorio rappresentano elementi centrali di un ecosistema capace di generare contemporaneamente valore economico, identità sociale e sviluppo commerciale.
Una filosofia che punta a combinare efficienza manageriale, modernizzazione delle strutture, crescita dei ricavi e tutela del radicamento locale.
De Laurentiis tra resistenza e valutazioni future
Resta ora la questione più importante: la posizione di Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli avrebbe già respinto una proposta valutata attorno ai 2 miliardi di euro, segnale che conferma quanto il club continui a essere considerato un progetto strategico e personale.
Questo non esclude, però, che il confronto possa riaprirsi. I potenziali investitori avrebbero lavorato per mesi sul dossier Napoli e sarebbero intenzionati a mantenere aperti i canali di interlocuzione.
Tra ambizioni sportive, modelli americani di governance, investimenti infrastrutturali e scenari di trasformazione societaria, il caso UGP apre così una nuova prospettiva sul futuro del Napoli: non soltanto una possibile cessione, ma la ridefinizione dell’identità stessa del club nel calcio globale contemporaneo.
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