NAPLES, ITALY - OCTOBER 01: Stanislav Lobotka of SSC Napoli during the UEFA Champions League 2025/26 League Phase MD2 match between SSC Napoli and Sporting Clube de Portugal at Stadio Diego Armando Maradona on October 01, 2025 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)
Si chiude nel modo più amaro il percorso di qualificazione della Slovacchia verso i Mondiali 2026. Nella semifinale playoff disputata ieri, la selezione guidata da Francesco Calzona è stata superata per 4-3 dal Kosovo al termine di una gara spettacolare quanto deficitaria sotto il profilo dell'equilibrio tattico. La sconfitta casalinga sancisce l'eliminazione definitiva della nazionale slovacca, che non è riuscita a confermare il trend positivo mostrato durante l'ultimo Europeo, pagando a caro prezzo una gestione dei momenti chiave della partita rivelatasi insufficiente per il livello della competizione.
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Nel post-partita, l'ex tecnico del Napoli non ha cercato alibi, pur sottolineando l'eccessiva precisione degli avversari a fronte delle lacune della propria retroguardia. "L'avversario ha segnato quattro gol con soli cinque tiri in porta", ha dichiarato Calzona, definendo il dato "non accettabile" per una sfida di tale importanza. Il tecnico ha evidenziato come l'assenza forzata di Milan Škriniar abbia pesato sugli automatismi difensivi, aggravata nel corso del match dall'infortunio occorso al giovane talento Leo Sauer. Nonostante la delusione per la mancata gestione del vantaggio e per gli errori tecnici, l'allenatore ha comunque difeso l'impegno profuso dal gruppo, apparso provato dal risultato finale.
Sulla stessa linea d'onda si è espresso Stanislav Lobotka. Il centrocampista del Napoli e capitano della nazionale ha usato parole dure per descrivere la prestazione difensiva, parlando apertamente di "gol regalati" agli avversari. Secondo il regista slovacco, la squadra era perfettamente a conoscenza del piano gara del Kosovo, ma l'incapacità di limitare le disattenzioni individuali ha vanificato l'ingente mole di occasioni create nella metà campo offensiva. Il verdetto del campo lascia la Slovacchia con il rimpianto di aver compromesso una qualificazione che, per lunghi tratti della gara e del percorso biennale, era apparsa ampiamente alla portata.
Andrea Alati
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