Kevin De Bruyne, la stella internazionale sbarcata a Napoli la scorsa estate dopo l'addio al Manchester City, ha rotto gli indugi rilasciando un'intervista dai toni clamorosamente duri ai microfoni del quotidiano Het Nieuwsblad. Il trequartista trentatreenne ha messo a nudo tutte le crepe del suo rapporto con Antonio Conte, attaccando senza filtri la filosofia tattica del tecnico salentino e accusando apertamente la società azzurra di non aver mantenuto i patti stabiliti al momento della firma.
Napoli, De Bruyne rompe il silenzio: "Mai giocato nel mio ruolo, con Conte calcio troppo difensivo"
La stagione d'esordio del fuoriclasse in Serie A, condizionata da un problema muscolare che ne ha limitato l'impiego a soli 18 gettoni in campionato (impreziositi comunque da 5 reti e 2 assist), è stata un vero e proprio calvario filosofico. De Bruyne ha spiegato come la visione speculativa di Conte abbia totalmente castrato la sua creatività in mezzo al campo: "Per me è stato ovviamente difficile perché Conte ha una visione del calcio completamente diversa dalla mia. Non ho mai potuto giocare nella mia posizione preferita. Abbiamo espresso un calcio molto difensivo: se provi a vincere ogni partita con un solo gol di scarto partendo da un 5-4-1, ne viene fuori quel tipo di gioco. All'inizio della stagione stavamo addirittura bassissimi nella nostra metà campo. Se il nostro capocannoniere ha segnato appena dieci gol, capisci da solo che le statistiche non possono essere eccezionali... Il calcio deve rimanere divertimento, e purtroppo quest'anno mi è mancato".
Alla domanda diretta se la squadra abbia accolto con sollievo l'addio dell'allenatore leccese, il fantasista belga è stato glaciale: "Sì, per quanto mi riguarda non doveva assolutamente restare".
Le parole più pesanti del calciatore azzurro sono però quelle indirizzate alla dirigenza e al presidente Aurelio De Laurentiis. De Bruyne ha svelato un retroscena finora rimasto protetto dalle mura di Castel Volturno, confermando che i programmi tecnici illustrati durante le trattative estive sono stati clamorosamente disattesi in corso d'opera: "Il Napoli non ha mantenuto pienamente le promesse. Lo scorso anno mi erano state garantite determinate cose sul modo in cui avremmo giocato e sull'impostazione della squadra, ma alla fine non se ne è fatto nulla. Mi è dispiaciuto molto".
Con un contratto che lo lega ai partenopei ancora fino al 30 giugno 2027, il futuro del campione belga a Napoli resta un enorme punto interrogativo da risolvere nelle prossime settimane. Archiviato l'addio di Conte e con Massimiliano Allegri ormai pronto a insediarsi sulla panchina del Maradona grazie al blitz decisivo delle ultime ore, De Bruyne pretende garanzie assolute prima di confermare la sua permanenza in Campania per l'anno del Centenario: "Ho ancora un anno di contratto, ma voglio assolutamente un colloquio con la dirigenza. Per me il modo di giocare a calcio è fondamentale. Quest'anno ho capito che è un aspetto persino più importante di quanto pensassi". Spetterà ora al direttore sportivo Giovanni Manna e allo stesso Allegri ricucire lo strappo, presentando al fuoriclasse un progetto tecnico che lo rimetta al centro del villaggio per cancellare i malumori e far ripartire la corsa azzurra ad alta velocità.
Andrea Alati
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