Un urlo di dolore che squarcia l'entusiasmo delle ultime amichevoli pre-mondiali e fa scattare l'allarme rosso sia a Edimburgo che a Castel Volturno. Billy Gilmour è stato costretto ad abbandonare anzitempo il terreno di gioco di Hampden Park durante la sfida contro Curaçao, vinta dai britannici per 4-1. Il regista del Napoli è uscito zoppicando vistosamente a causa di un forte trauma al ginocchio destro, rimediato in seguito ad alcuni contrasti ruvidi subiti nel corso della prima frazione di gioco. Un ko che gela l'ambiente scozzese a ridosso di una rassegna iridata che il Paese attende da ben 28 anni.
Scozia, tegola Gilmour prima del Mondiale: il CT Clarke è preoccupato al 100%
L'infortunio del metronomo azzurro è monitorato con la massima apprensione dagli staff medici delle due latitudini. Nelle prossime ore Gilmour verrà sottoposto a esami strumentali e a una risonanza magnetica specifica che chiarirà l'esatta entità della lesione capsulo-legamentosa e stabilirà i tempi di recupero. Il rischio concreto è che il centrocampista debba rinunciare al sogno mondiale. Qualora i test dovessero evidenziare uno stop prolungato, lo staff tecnico scozzese ha già individuato il potenziale sostituto d'emergenza: si tratta del diciassettenne Tyler Fletcher, gioiello dell'Academy del Manchester United e figlio d'arte dell'ex colonna del Manchester United e della nazionale Darren Fletcher.
Nel post-partita, il commissario tecnico Steve Clarke non ha nascosto la propria inquietudine per le condizioni del suo uomo chiave, pur cercando di mantenere un barlume di ottimismo in attesa dei verdetti ufficiali dei medici: "Abbiamo perso Billy e al momento non sappiamo ancora quanto sia grave la situazione. Ovviamente verrà sottoposto a un controllo approfondito e incrociamo le dita affinché stia bene. Sono preoccupato al 100%. Si è fatto male in un placcaggio e poi ha preso la saggia decisione di uscire, il che dimostra che sapeva benissimo che non era il caso di rischiare. Non ci resta che aspettare, non ha senso fare ipotesi affrettate o pensare subito al peggio".
Andrea Alati
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