Napoli, Alisson Santos accende il Maradona: è lui l’erede di Kvaratskhelia?
Dopo poche settimane in azzurro, il nome di Alisson Santos ha iniziato a circolare con una domanda inevitabile: il Napoli ha trovato il nuovo Khvicha Kvaratskhelia?
Il dibattito è già partito e a Napoli, quando si parla di talento offensivo, le aspettative non sono mai banali. Dopo poche settimane in azzurro, il nome di Alisson Santos ha iniziato a circolare con una domanda inevitabile: il Napoli ha trovato il nuovo Khvicha Kvaratskhelia?
Napoli, Alisson Santos accende il Maradona: è lui l’erede di Kvaratskhelia?
La suggestione nasce dalle prime apparizioni dell’esterno brasiliano, che hanno immediatamente acceso curiosità e aspettative. Secondo l’analisi della La Gazzetta dello Sport, alcuni indizi iniziano a comporre un quadro interessante: ruolo, movimenti e caratteristiche tecniche ricordano da vicino il talento georgiano che ha segnato gli ultimi anni del Napoli.
Un esterno imprevedibile che ha già cambiato il volto della partita
La sfida contro il Torino FC ha rappresentato il primo vero manifesto del suo calcio. In pochi minuti Alisson Santos ha mostrato ciò che lo rende speciale: accelerazioni improvvise, dribbling secchi e la capacità di creare superiorità numerica partendo dalla fascia.
Il momento chiave arriva all’inizio della gara. Due azioni nate da calcio d’angolo mettono in evidenza il talento dell’esterno brasiliano. Prima scappa via al diretto marcatore e arriva sul fondo con una facilità disarmante, servendo un pallone pericoloso in area che costringe il portiere granata a un intervento decisivo.
Pochi istanti dopo arriva la giocata che cambia la partita. Il pallone torna sui suoi piedi sul lato sinistro: un controllo rapido, un movimento per liberarsi del difensore e poi il tiro secco. Un’azione personale che racconta perfettamente il suo modo di interpretare il ruolo.
Il paragone con Kvaratskhelia nasce quasi spontaneamente. Entrambi partono dalla fascia, cercano spesso l’uno contro uno e hanno la tendenza ad accentrarsi per calciare o creare gioco. Ci sono però alcune differenze sottili ma significative.
Il georgiano ha costruito la propria fama grazie a una progressione devastante negli spazi lunghi, capace di bruciare i difensori quando la squadra riparte in velocità. Alisson Santos, invece, sembra possedere un talento diverso: la rapidità nei primi metri e la capacità di muoversi in spazi strettissimi.
In altre parole, se Kvaratskhelia è devastante quando ha campo davanti, Alisson appare quasi imprendibile nelle giocate ravvicinate.
Un investimento che potrebbe rivelarsi un (grande) affare
L’operazione che ha portato il brasiliano a Napoli è passata quasi in sordina rispetto ai grandi colpi di mercato. Il club lo ha prelevato dallo Sporting CP con una formula inizialmente prudente: prestito oneroso da circa tre milioni e mezzo con diritto di riscatto fissato attorno ai sedici milioni e mezzo.
Una cifra che, alla luce delle prime prestazioni, potrebbe presto sembrare molto più contenuta del valore reale del giocatore.
Nel frattempo la squadra guidata da Antonio Conte continua la propria rincorsa in campionato, accorciando la distanza dalla vetta occupata dal AC Milan.
Napoli sogna un’altra scoperta
Napoli ha spesso costruito il proprio successo proprio su intuizioni di mercato trasformate poi in protagonisti assoluti. L’esempio più recente resta proprio quello di Kvaratskhelia, arrivato quasi in punta di piedi e diventato rapidamente uno dei volti della squadra.
Con Alisson Santos la storia potrebbe ripetersi. È ancora presto per stabilire se il paragone reggerà nel tempo, ma le prime settimane hanno già lasciato intravedere qualcosa di più di una semplice promessa.
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