Napoli a Dimaro, Allegri insiste sul 4-3-3: Rafa Marin prende il posto di Buongiorno, rifiniture tattiche e primi segnali dal ritiro
La squadra è stata inizialmente suddivisa in due gruppi. Una parte dei calciatori ha svolto esercizi dedicati agli scambi rapidi di prima intenzione, mentre l'altro gruppo si è concentrato sulle giocate nello stretto utilizzando sagome per simulare la pressione degli avversari.
Il Napoli prosegue il lavoro nel ritiro di Dimaro con una seduta incentrata su principi tattici, intensità e automatismi. Nel secondo giorno di preparazione estiva, Massimiliano Allegri ha continuato a testare il 4-3-3, schierando Rafa Marin al centro della difesa al posto dell'infortunato Alessandro Buongiorno.
Napoli a Dimaro, Allegri insiste sul 4-3-3: Rafa Marin prende il posto di Buongiorno, rifiniture tattiche e primi segnali dal ritiro
La seduta, raccontata dalla nostra redazione, ha confermato la volontà dell'allenatore di lavorare soprattutto sull'organizzazione collettiva, lasciando spazio a correzioni mirate durante le esercitazioni.
La squadra è stata inizialmente suddivisa in due gruppi. Una parte dei calciatori ha svolto esercizi dedicati agli scambi rapidi di prima intenzione, mentre l'altro gruppo si è concentrato sulle giocate nello stretto utilizzando sagome per simulare la pressione degli avversari.
Il lavoro è poi confluito in un'esercitazione tecnico-tattica basata sul possesso del pallone e sul pressing organizzato, uno degli aspetti su cui Allegri sembra voler costruire fin dalle prime sedute la nuova identità della squadra. La conduzione pratica dell'allenamento è stata affidata a Francesco Magnanelli, con Allegri impegnato soprattutto nell'osservazione e in interventi puntuali per correggere dettagli di posizionamento e sviluppo della manovra.
Tra i pali si sono alternati Alex Meret e Vanja Milinkovic-Savic, mentre nel reparto arretrato sono stati provati Giovanni Di Lorenzo e Leonardo Spinazzola sulle corsie esterne, con Amir Rrahmani e Rafa Marin al centro, affiancati a rotazione da Pasquale Mazzocchi e Luca Marianucci. In mezzo al campo hanno lavorato André-Frank Zambo Anguissa, Stanislav Lobotka e Vergara, mentre una parte del gruppo ha interpretato le esercitazioni di pressione offensiva, elemento fondamentale nelle prove tattiche della giornata.
Nella seconda parte della seduta sono entrati in campo gli attaccanti. Rao, Alisson Santos, Matteo Politano, Lorenzo Lucca, Prisco, Garofalo, Hojlund, Giovane, Baridò e Milton Pereyra hanno svolto un lavoro specifico caratterizzato da rapidi scambi a un tocco, utilizzo delle sagome e conclusioni nelle mini porte, con Contini e Pugliese ad alternarsi tra i pali. Successivamente il programma è proseguito con una serie di conclusioni verso la porta nate da passaggi filtranti e sponde, esercizi pensati per migliorare tempi di inserimento, precisione tecnica e finalizzazione.
Nel corso dell'allenamento Allegri ha continuato a proporre il sistema di gioco con il tridente offensivo, confermando il 4-3-3 come riferimento tattico delle prime giornate di ritiro. Tra gli attaccanti osservati, Giovane è apparso meno preciso rispetto ai compagni nelle esercitazioni al tiro, un dettaglio emerso durante il lavoro sul campo, ma fisiologico in questa fase iniziale della preparazione, nella quale il focus principale resta l'assimilazione dei meccanismi di gioco e della condizione atletica.
Le prime indicazioni provenienti da Dimaro mostrano dunque un Napoli impegnato soprattutto nella costruzione delle proprie certezze tattiche. Più che i risultati delle singole esercitazioni, in questa fase assumono valore la ricerca degli automatismi, la compattezza tra i reparti e la progressiva assimilazione delle idee di Allegri, chiamato a plasmare una squadra che punta a presentarsi pronta già dalle prime uscite stagionali.
AF
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