Il muro è crollato sul prato dell'Estadio Monterrey, trasformando i novanta minuti conclusivi della fase a gironi in una pietra miliare per il calcio africano, ma l'intero palcoscenico del Mondiale si è inchinato contemporaneamente davanti alla fine di un'era leggendaria. Mentre la nazionale maschile del Sudafrica conquistava lo storico accesso alla fase a eliminazione diretta di un Mondiale battendo la Corea del Sud per 1-0, a poca distanza si consumava l'addio al calcio di Guillermo Ochoa. Il portiere messicano ha vissuto la notte più commovente della sua infinita carriera durante il netto 3-0 rifilato dal Messico alla Repubblica Ceca, una sfida che ha blindato il primato a punteggio pieno dei padroni di casa nel Gruppo A e che ha regalato una pagina di pura emozione agli appassionati di tutto il pianeta.
Bafana Bafana da sogno e Messico perfetto: la notte delle grandi emozioni nel Gruppo A
Al minuto 78 della sfida contro i cechi, il commissario tecnico Javier Aguirre ha scelto di concedere una memorabile passerella d'onore all'icona del calcio centramericano. A quasi 41 anni e dopo ventiquattro stagioni trascorse a protezione della porta della Tricolor, "Memo" ha calcato il terreno di gioco timbrando lo straordinario primato del sesto Mondiale disputato in carriera. Salvo clamorosi imprevisti che possano coinvolgere il portiere titolare nel prosieguo del torneo, la frazione di gara disputata a risultato acquisito ha rappresentato l'ultimo atto ufficiale della sua parabola agonistica. Al triplice fischio, Ochoa ha baciato i pali della propria porta prima di essere travolto dall'abbraccio dei compagni, che lo hanno sollevato in trionfo mentre lo stadio lo applaudiva tra le lacrime. Il numero uno ha infatti ufficializzato il proprio ritiro definitivo, scegliendo la ribalta della rassegna iridata per salutare il pubblico che lo ha eletto a beniamino assoluto nell'ultimo ventennio.
La festa messicana per il proprio capitano si è intrecciata così con l'autentica catarsi sportiva dei Bafana Bafana, capaci di cancellare le premature eliminazioni del 1998, del 2002 e del 2010. Il cammino della selezione di Hugo Broos è stato contrassegnato da una forte capacità di reazione: dopo il debutto da incubo patito proprio contro i messicani, il gruppo ha strappato un prezioso 1-1 contro la Repubblica Ceca prima di piazzare la zampata decisiva contro i coreani, piegati al 63' dal gol di Thapelo Maseko. Un'impresa che si tinge di romanticismo anche per il settantatreesne tecnico belga Broos, anch'egli prossimo al ritiro a fine torneo. Il miracolo sudafricano proseguirà in California: il prossimo 28 giugno, sul rettangolo del SoFi Stadium di Los Angeles, i Bafana Bafana sfideranno il Canada nei sedicesimi di finale, mentre il Messico attende la sua rivale consapevole di aver salutato un pezzo di storia del calcio.
Andrea Alati
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