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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Mondiali, la notte dell'orgoglio persiano: due volte sotto col nemico, Mohebi salva la faccia a Los Angeles

Il debutto mondiale dell'Iran a Los Angeles è stato un concentrato di emozioni primordiali, iniziato molto prima del fischio d'inizio

Mondiali, la notte dell'orgoglio persiano: due volte sotto col nemico, Mohebi salva la faccia a Los Angeles
AL RAYYAN, QATAR - JANUARY 23: Mehdi Taremi of Iran celebrates scoring his team's second goal during the AFC Asian Cup Group C match between Iran and United Arab Emirates at Education City Stadium on January 23, 2024 in Al Rayyan, Qatar. (Photo by Lintao Zhang/Getty Images)
Ci sono partite che smettono di essere puro sport nell'esatto istante in cui i tacchetti calpestano l'erba, trasformandosi in capitoli di storia contemporanea dove la geopolitica detta i ritmi e il pallone prova a ricucire gli strappi. Il debutto mondiale dell'Iran a Los Angeles è stato un concentrato di emozioni primordiali, iniziato molto prima del fischio d'inizio tra odissee per i visti negati, traslochi lampo dal Messico e le contestazioni della diaspora persiana in esilio nella Città degli Angeli. Eppure, la selezione di Ghalenoei ha confermato di avere un'anima antica e fiera, abituata a navigare nelle tempeste: sotto due volte contro l'ostica Nuova Zelanda, la squadra guidata dal capitano Taremi ha rimontato con il cuore, stampando un 2-2 che ha unito laici e religiosi in un unico, liberatorio boato collettivo.

Iran, l'odissea finisce in parità: Rezaeian fa il fenomeno, Just spaventa gli ayatollah nel deserto USA

L'atmosfera del SoFi Stadium, come evidenzia il Corriere dello Sport, è apparsa straniante fin dall'inno della Fifa. Accanto alla bandiera ufficiale della Repubblica Islamica, le tribune si sono riempite dei vessilli con il leone e il sole, i simboli della vecchia monarchia cancellata dalla rivoluzione del '79. Gli esuli iraniani hanno inizialmente coperto di fischi Taremi e soci, una contestazione politica svanita solo quando il rettangolo verde ha preso il sopravvento. L'avvio è stato una doccia fredda: l'Iran parte forte ma capitola al 7' sul contropiede fulmineo orchestrato dal vecchio bucaniere Wood, perfetto nel servire a Just la palla dello 0-1. La reazione persiana è rabbiosa, guidata da un Taremi monumentale che stampa sul palo una percussione da cinquanta metri. Il pari arriva al 32': Moghanlou fa valere il fisico in area e apparecchia per il terzino Rezaeian, che fulmina Crocombe facendo esplodere lo stadio e coprendo ogni fischio superstite. La ripresa si sviluppa sullo stesso spartito. L'Iran spinge ma la difesa si fa trovare sbarazzina sulle giocate nello stretto dei trequartisti kiwi. Al 54' la Nuova Zelanda torna avanti: Singh dialoga con Wood, la retroguardia respinge corto e il talento Just firma la doppietta personale tra gli applausi dell'ex empolese Cacace. Sotto 1-2, il SoFi si trasforma in una bolgia e il grido "Iran, Iran" unifica le due anime di un popolo diviso dalla storia. Passano dieci minuti e l'azione da manuale si concretizza: Rezaeian scappa a destra e pennella un cross perfetto per l'inzuccata aerea di Mohebi, che firma il definitivo 2-2. Nel finale l'urlo del sorpasso resta strozzato in gola in una serie di mischie furiose, ma l'Iran esce dal campo tra gli applausi: nel Mondiale organizzato dal nemico giurato, la squadra di Taremi ha cancellato le cicatrici con il sudore. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore