PARIS, FRANCE - NOVEMBER 29: Fabio Cannavaro attends the Ballon D'Or photocall at Theatre du Chatelet on November 29, 2021 in Paris, France. (Photo by Aurelien Meunier/Getty Images)
Le rigidissime misure di controllo disposte dalle autorità federali in corrispondenza del grande sbarco per la rassegna iridata si trasformano nel primo, vero terreno di scontro diplomatico del torneo, scatenando un'ondata di furiose polemiche internazionali. L'organizzazione congiunta tra Stati Uniti, Messico e Canada sta mostrando il volto più spietato della burocrazia americana, guidata dalle direttive della nuova amministrazione presieduta da Donald Trump. Nessuna eccezione, nessun canale di favore per lo status di atleta o per i palmarès del passato: i protocolli di frontiera vengono applicati con una capillarità tale da rasentare la scarsa considerazione istituzionale nei confronti delle rappresentative ospiti. Il caso più clamoroso e mediatico delle ultime ore ha visto come protagonista Fabio Cannavaro. L'ex leggendario capitano dell'Italia campione del mondo nel 2006, attualmente alla guida tecnica della nazionale dell'Uzbekistan, è stato bloccato ai varchi aeroportuali insieme all'intero gruppo asiatico e sottoposto a ispezioni corporali approfondite attraverso l'uso di metal detector e unità cinofile antidroga, mentre i filmati delle valigie passate al setaccio facevano immediatamente il giro delle piattaforme web.
Frontiere, il pugno di ferro di Trump: sette ore di interrogatorio per il bomber dell'Iraq
La parabola del tecnico napoletano rappresenta tuttavia soltanto la punta di un iceberg fatto di interrogatori e respingimenti che sta mettendo a dura prova la pazienza dei comitati olimpici. Sempre sul suolo statunitense, come evidenziato dal Corriere dello Sport, si è consumato lo spietato stop imposto ad Aymen Hussein: il centravanti e punto di riferimento della nazionale irachena è stato trattenuto in isolamento all'interno dello scalo internazionale di Chicago, costretto a subire un interrogatorio durato ben sette ore prima di ricevere il via libera definitivo per raggiungere il ritiro. Ancor più radicale la sorte toccata a un direttore di gara di nazionalità somala, rispedito direttamente al punto di partenza con il primo volo disponibile senza che le autorità doganali abbiano depositato alcuna motivazione formale a corredo del provvedimento amministrativo.
La morsa dei controlli non risparmia nemmeno i calciatori militanti nei principali tornei europei. Pathé Ciss, centrocampista in forza al Rayo Vallecano e colonna della mediana del Senegal, è stato intercettato dagli agenti federali direttamente sulla pista d'atterraggio non appena ha messo piede sul suolo americano, subendo una perquisizione immediata a ridosso del velivolo. Le immagini dei campioni planetari trattati alla stregua di normali passeggeri sospetti confermano la linea di totale intransigenza voluta dalla Casa Bianca, decisa a trasformare i confini della coppa del mondo nel manifesto politico della propria severità doganale.
Andrea Alati
Usiamo cookie tecnici e, previo consenso, cookie di profilazione per misurare il
traffico e mostrare annunci pertinenti. Puoi cambiare idea quando vuoi dalla
Cookie Policy.