L'avventura all'ombra del Vesuvio ha radicalmente trasformato Scott McTominay, non soltanto sotto il profilo prettamente tecnico ma anche nella sua dimensione umana e antropologica. Dal ritiro blindato della nazionale scozzese, dove sta ultimando i preparativi in vista dell'attesissimo debutto nella rassegna iridata, il centrocampista del Napoli ha concesso una lunga ed esclusiva intervista alle colonne della rivista GQ. Tra l'emozione per una telefonata inaspettata firmata dal più grande mito della sua infanzia e le confessioni sulla sua nuova e insospettabile vita sartoriale sul Golfo, il numero 8 azzurro si conferma un leader totale, tanto sul rettangolo verde quanto fuori.
McTominay e la via per il Mondiale: "Niente calcoli, diamo tutto come facciamo in azzurro"
Il legame con le proprie radici e con il club che lo ha cresciuto e svezzato nel grande calcio resta un patrimonio indissolubile per McTominay. Il calciatore azzurro ha svelato un retroscena finora rimasto custodito nel privato, relativo a un contatto telefonico avvenuto all'inizio della stagione, con la leggenda assoluta del Manchester United: "Ho parlato con Sir Alex Ferguson a settembre, ed è stato fantastico. Mi ha chiamato e gli sono stato estremamente grato per aver trovato il tempo di parlare con me e di chiedermi come stavo, come andavano le cose con il calcio e cose del genere. È stato bellissimo parlare con lui. Ero solo un ragazzino quando ha lasciato lo United, quindi il fatto che pensasse a me è stato davvero speciale, perché secondo me è il più grande di tutti i tempi".
La qualificazione storica della Scozia alla fase finale della Coppa del Mondo, arrivata dopo ben 28 anni di dolorosa assenza, ha letteralmente infiammato un intero Paese. McTominay, che ha strappato il pass iridato eliminando nello scontro diretto la Danimarca del suo compagno di squadra Rasmus Højlund, affronta la spedizione con la consueta e ferrea etica del lavoro che ha conquistato la tifoseria partenopea: "Non si può mai guardare troppo avanti. È relativamente semplice: bisogna dare il massimo in ogni singola partita, che sia per il club o per la nazionale. Il fatto che si tratti di un Mondiale non cambia le cose, ma è una cosa incredibile. E noi siamo estremamente grati di aver potuto portare questa grandissima gioia in tutta la Scozia".
Il centrocampista ha poi regalato una battuta sul siparietto andato in scena a Castel Volturno proprio ai danni di Højlund, scherzando sulle modalità con cui ha celebrato il trionfo nelle qualificazioni insieme al connazionale Billy Gilmour: "Rasmus è un ragazzo fantastico e ci facciamo un sacco di battute divertenti. Però dopo quella sfida non riesce più a guardare le rovesciate. Io e Billy abbiamo appeso tutte le foto di quella partita sul suo armadietto al centro sportivo".
L'aspetto più sorprendente e intimo dell'intervista concessa a GQ riguarda l'impatto viscerale che la cultura e l'eleganza di Napoli hanno avuto sul ragazzo di Lancaster. McTominay ha confessato di aver completamente stravolto le proprie abitudini e la cura della propria immagine, lasciandosi sedurre dall'antica ed eccellente tradizione tessile e sartoriale partenopea: "Il mondo Napoli mi è entrato dentro: mi sono fatto crescere i capelli e adoro profondamente il modo di vestire napoletano. I vestiti, il modo in cui si vestono le persone e i tessuti pregiati che usano. Mi è piaciuto abituarmi a questo tipo di vita in cui ci si presenta in pubblico davvero bene. Ogni volta che esco di casa indosso qualcosa di carino, elegante, senza troppi loghi vistosi e cose del genere. Ho un sarto personale a Napoli che mi aiuta a scegliere. Quando indossi questi vestiti, ti senti bene con te stesso, ed è bellissimo sentirsi così".
Andrea Alati
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