Mazzocchi scuote il Napoli: "Nazionali distrutti, ma col Milan inizia un mini-campionato"
Il calcio italiano prova a leccarsi le ferite, ma l'onda d'urto del fallimento di Zenica si propaga inevitabilmente fino ai centri sportivi dei club di Serie A
Il calcio italiano prova a leccarsi le ferite, ma l'onda d'urto del fallimento di Zenica si propaga inevitabilmente fino ai centri sportivi dei club di Serie A. A Castel Volturno, l'aria frizzante per l'attesa del big match contro il Milan si è mescolata al piombo dell'eliminazione Mondiale. A fotografare l'umore dello spogliatoio azzurro ci ha pensato Pasquale Mazzocchi. Intervenuto ai microfoni di Radio CRC, l'esterno partenopeo non ha usato giri di parole per descrivere lo stato d'animo dei compagni rientrati dalla Bosnia, blindando al contempo la posizione del club: "C'è tanto rammarico per la mancata qualificazione. Ho visto anche i ragazzi che sono tornati distrutti psicologicamente, com'è giusto che sia. Ho letto le dichiarazioni del presidente De Laurentiis e mi lego alla sua linea".
Il soldato Mazzocchi e la lezione di Conte: "Terzo di difesa o a piede invertito? Per questa maglia annullo i ruoli"
Digerito il lutto sportivo nazionale, l'imperativo in casa Napoli è trasformare la frustrazione in carburante per la sfida cruciale di Pasquetta contro il Diavolo. Il lavoro imposto da Antonio Conte durante la sosta è stato, come da tradizione, intenso e mirato a rimettere a lucido i muscoli di chi è rimasto in Campania, per poi riaccogliere i nazionali. "In questi giorni a Castel Volturno abbiamo lavorato tanto anche sul piano fisico — ha spiegato Mazzocchi —. Ovviamente sulla preparazione della gara ci siamo dedicati di più negli ultimi giorni, perché da poco ci siamo riuniti tutti. Ci attende una bella sfida. Sono rientrati tutti molto carichi, anche se con un po' di stanchezza all'inizio ovviamente: stanno tornando tutti in forma per affrontare questa grande partita".
La sfida del Maradona non è un semplice snodo di calendario, ma il viatico per l'ultimo, rovente scorcio di stagione. Un rettilineo finale in cui il Napoli si giocherà il tutto per tutto per blindare la zona Champions e insidiare la vetta. L'approccio mentale richiesto è quello delle finali consecutive: "Mancano poche gare ormai alla fine della stagione, è come se fosse un mini-campionato. Dovremo affrontare le prossime partite con il massimo delle forze e contare gli uni sugli altri. In partite come Napoli-Milan, al di là dell'aspetto tecnico-tattico, bisogna metterci tanto entusiasmo: affrontiamo una grande squadra e dobbiamo divertirci e dare il massimo".
L'analisi sull'avversario rossonero, che arriverà a Napoli con il dente avvelenato e il recupero di pedine fondamentali come Leao, è lucida e pragmatica: "È una squadra che ha tanti pregi, ma anche difetti: noi stiamo preparando la partita sia in fase difensiva che offensiva, perché hanno giocatori importanti".
A fare la differenza, in una squadra forgiata dai dettami di Antonio Conte, è però la totale disponibilità al sacrificio e all'adattamento tattico. Dalla variante dei quinti di centrocampo a piede invertito fino alla possibilità di scalare come braccetto nella difesa a tre, Mazzocchi incarna alla perfezione il prototipo del "soldato" contiano, pronto ad azzerare le proprie preferenze individuali sull'altare del bene comune: "Conte oggi sta usando i quinti a piede invertito, ma i nostri compiti alla fine sono sempre gli stessi. Ovviamente, però, tutto dipende anche da come va la gara e poi il mister fa le sue scelte: noi siamo sempre a disposizione per la squadra sia a livello offensivo che difensivo. Io terzo di difesa? Sono a disposizione per fare tutto. Quando indosso questa maglia nella mia testa è come se non avessi ruoli".
Andrea Alati
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