A volte ritornano, ma raramente lo fanno con un simile fragore istituzionale. Il calcio italiano si risveglia improvvisamente nel suo anno zero, ma lo fa affidandosi al volto più noto, vincente e discusso della sua storia recente. Il colpo di teatro va in scena nel cuore dei palazzi romani: Roberto Mancini è nuovamente il commissario tecnico della Nazionale azzurra. A spazzare via ogni residuo dubbio è stato direttamente Giovanni Malagò, che nel corso dell'odierno Consiglio Federale in corso a Roma ha calato l'asso pigliatutto, come riportato dall'ANSA.
Il perdono azzurro per il Mancio: l'artefice delle 37 gare senza ko di nuovo ct. L'ANSA svela il piano
Si tratta di una clamorosa restaurazione, un "Mancini bis" che sa di urgenza e di assoluta redenzione. Il tecnico jesino riprende le chiavi di Coverciano portando in dote un bagaglio statistico ed emotivo letteralmente incancellabile: è l'uomo capace di trascinare l'Italia sul tetto del continente nella magica e indimenticabile notte di Wembley a Euro 2020, nonché l'architetto del record mondiale assoluto di 37 risultati utili consecutivi, una striscia d'imbattibilità monstre interrotta soltanto nell'ottobre del 2021. Ma è anche il condottiero protagonista di quel traumatico e burrascoso addio consumatosi nell'agosto di tre anni fa, quando le sirene e i milioni dell'Arabia Saudita lo spinsero a rassegnare le dimissioni via pec, lasciando un Paese intero sotto shock. Oggi, quel cerchio si chiude con un inaspettato ritorno a casa, spinto dalla necessità di ricostruire sulle certezze del passato.
Tuttavia, il capolavoro politico orchestrato ai vertici non si ferma al semplice ribaltone in panchina. Per blindare il nuovo ciclo e garantire un ombrello protettivo di spessore incalcolabile, l'investitura del Mancio viaggia di pari passo con un'altra nomina pesantissima. Come emerso dalle pieghe del consesso romano, è infatti imminente l'ufficializzazione di Claudio Ranieri nel ruolo di Direttore Tecnico. Un tandem d'acciaio perfetto: da una parte la fame di rivincita del ct campione d'Europa, dall'altra l'immensa saggezza, il carisma e la pacatezza di Sir Claudio dietro la scrivania.
Andrea Alati
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