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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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L'Italia cerca la guida per la rinascita: la tentazione Conte e l'ombra di Mancini

La terza, drammatica esclusione consecutiva dalla massima rassegna iridata ha lasciato l'Italia calcistica in macerie

L'Italia cerca la guida per la rinascita: la tentazione Conte e l'ombra di Mancini
La terza, drammatica esclusione consecutiva dalla massima rassegna iridata ha lasciato l'Italia calcistica in macerie, innescando un prevedibile e inesorabile effetto domino. Alle dimissioni del presidente federale Gabriele Gravina e del capo delegazione Gianluigi Buffon, hanno fatto rapidamente seguito quelle del commissario tecnico Gennaro Gattuso. Con una governance da ricostruire e una squadra svuotata nell'animo, il primo vero nodo cruciale per il futuro a breve termine è individuare chi avrà il coraggio e le spalle larghe per sedersi sulla panchina azzurra in vista dei prossimi impegni. In questo clima di incertezza, il borsino dei candidati ruota prepotentemente attorno a due giganti del nostro calcio: Antonio Conte e Roberto Mancini. In entrambi i casi, si tratterebbe di un clamoroso ritorno al passato.

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Stando a quanto riportato dall'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, la corsa per l'eredità di Gattuso potrebbe restringersi a un vero e proprio duello a due. Da una parte c'è l'attuale allenatore del Napoli, già protagonista di uno sfortunato ma indimenticabile Europeo nel 2016: secondo la "rosea", Antonio Conte potrebbe essere fortemente tentato dalla possibilità di vestire nuovamente l'Azzurro, affascinato dalla titanica sfida di ricostruire un movimento dalle fondamenta. Dall'altra sponda c'è l'attuale tecnico dell'Al-Sadd, l'uomo che ha regalato all'Italia l'ebbrezza di Euro 2021 nel cuore della notte di Wembley. Tuttavia, sul nome di Roberto Mancini continuano a permanere pesanti perplessità ambientali e istituzionali, legate a doppio filo a quel controverso e burrascoso addio consumatosi nell'estate del 2023. Se il casting si infiamma attorno a Conte e Mancini, c'è chi invece ha deciso di chiudere la porta a doppia mandata ancor prima di sedersi al tavolo delle trattative. È il caso di Massimiliano Allegri. L'allenatore del Milan ha escluso categoricamente ogni possibilità di un suo coinvolgimento nel progetto Nazionale, intervenendo sull'argomento in conferenza stampa con parole inequivocabili e tracciando la via per chi verrà: "Io ho iniziato un percorso l'anno scorso con il Milan - ha commentato - ora dobbiamo essere concentrati sul finire bene la stagione. Ciò che dico sulla Nazionale non è un discorso di presidente, ma bisogna che gli organi di competenza ragionino da qui al 2034, non da oggi a domani". Una presa di posizione netta che blinda il suo futuro a Milanello e lancia un severo monito di programmazione all'intera Federazione. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore