L'Estadio Azteca, tempio monumentale e custode delle pagine più epiche della storia del calcio, torna a far tremare le gambe agli avversari e a spingere il Messico verso il sogno iridato. Davanti a una marea verde oceanica e a un tifo a dir poco assordante, la Tricolor supera con autorevolezza la trappola dei sedicesimi di finale, sconfiggendo l'Ecuador con un perentorio 2-0. Una prestazione solida, tatticamente ineccepibile e cinica al punto giusto, che permette ai padroni di casa di staccare il biglietto per gli ottavi di finale e di mantenere viva la caccia al mitologico quinto partido.
Mondiali 2026: il Messico non sbaglia in casa, Ecuador domato in una notte magica
A scardinare la strenua resistenza della formazione sudamericana, che era scesa in campo con l'intento di abbassare i ritmi e addormentare il gioco, ci ha pensato Julián Quiñones. L'attaccante ha fatto esplodere la bolgia della capitale capitalizzando al meglio una rapida transizione offensiva, bucando la retroguardia ecuadoriana e stappando un match che rischiava di farsi spigoloso. Il gol del vantaggio ha costretto l'Ecuador a scoprirsi, prestando il fianco alle ripartenze messicane. A mandare definitivamente i titoli di coda sulla sfida è stato il "Lobo di Tepeji", Raúl Jiménez. Il centravanti ha messo il sigillo del 2-0 confermando come, nelle notti da dentro o fuori, l'esperienza e il carisma dei grandi campioni facciano ancora tutta la differenza del mondo.
Archiviata la pratica sudamericana tra i canti e i festeggiamenti di una capitale in delirio, il Messico è già chiamato a proiettarsi al prossimo ostacolo. Il tabellone nordamericano non ammette soste e fissa l'appuntamento per domenica prossima. Il palcoscenico sarà ancora una volta quello inespugnabile dell'Azteca, dove i padroni di casa si giocheranno l'accesso ai quarti di finale. L'avversario uscirà dal durissimo scontro tra la nobiltà europea dell'Inghilterra e la mina vagante africana della Repubblica Democratica del Congo. Che si tratti di una super-sfida contro i Tre Leoni o di un'insidia fisica contro la selezione congolese, la Tricolor sa di avere un'arma in più: centomila anime sugli spalti pronte a spingerla oltre i propri limiti.
Andrea Alati
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