SINGAPORE, SINGAPORE - JULY 23: Massimiliano Allegri, Head Coach of AC Milan looks on prior to the Pre-Season Friendly match between Arsenal FC and AC Milan at National Stadium on July 23, 2025 in Singapore. (Photo by Yong Teck Lim/Getty Images)
Stando a quanto rivelato dalla Gazzetta dello Sport, Massimiliano Allegri ha espresso totale e incondizionato gradimento per la rosa attualmente a sua disposizione, considerandola un blocco d'élite già altamente competitivo e pronto a lottare per i traguardi più prestigiosi. Un giudizio tecnico di assoluto spessore che si sposa alla perfezione con la linea comunicativa da sempre cavalcata dal presidente Aurelio De Laurentiis, fiero sostenitore della qualità strutturale e del valore patrimoniale dei calciatori blindati a Castel Volturno nel corso degli ultimi cicli di mercato. Questa dichiarazione di totale fiducia non si tradurrà, tuttavia, in un'estate di totale immobilismo: il direttore sportivo Giovanni Manna è già operativo per assecondare le specifiche richieste del mister livornese, pianificando pochi innesti mirati e funzionali che sappiano elevare il carisma del gruppo senza alterarne l'armonia interna.
Eredità Conte sul Golfo, svolta tattica: i dubbi della difesa a tre verso il ritiro estivo
La vera rivoluzione dell'estate non si consumerà dunque sui moduli d'acquisto, bensì sulle lavagne tattiche del centro sportivo, dove Allegri è pronto a inaugurare un profondo e accurato laboratorio geometrico. Il primissimo nodo cruciale da sciogliere riguarderà l'architettura difensiva e la ridefinizione delle distanze sul rettangolo verde. Le settimane di preparazione estiva tra i boschi di Dimaro e le alture di Castel di Sangro si trasformeranno nel terreno di prova ideale per testare la duttilità dei singoli: il tecnico si prenderà tutto il tempo necessario per capire se proseguire lungo il solco della difesa a tre tracciato dalla precedente gestione di Antonio Conte — mantenendo intatte le certezze strutturali del 3-4-3 o del 3-4-2-1 — oppure se dare un taglio netto col passato recente per rispolverare lo storico schieramento a quattro.
Nelle stanze dei bottoni azzurre, l'ipotesi di un ritorno in grande stile al 4-3-3 sta guadagnando quote elevatissime. Non si tratta di una semplice suggestione nostalgica, ma di un modulo profondamente radicato nel DNA e nella cultura calcistica del club, lo spartito perfetto per esaltare la pulizia del palleggio e la rapidità degli esterni offensivi. Per Allegri, d'altronde, la retroguardia a quattro e il tridente davanti rappresentano i vecchi compagni di viaggio che ne hanno decretato l'affermazione ai massimi livelli del calcio europeo, la formula ideale per coniugare una feroce organizzazione difensiva alla massima valorizzazione del talento individuale.
Andrea Alati
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