TURIN, ITALY - AUGUST 18: Giovanni Simeone of Torino FC thanks the fans during the Coppa Italia match between Torino FC and Modena FC at Stadio Olimpico Grande Torino on August 18, 2025 in Turin, Italy. (Photo by Chris Ricco/Getty Images)
La notte di Fuorigrotta ha due volti per Giovanni Simeone. Quello spietato del rettangolo verde, che non fa sconti alla nostalgia, e quello caldo, viscerale e materno degli spalti. Il ritorno del Cholito nello stadio che è stato il suo regno si è consumato in un contrasto di emozioni fortissime, una dicotomia perfetta tra la freddezza della cronaca sportiva e la pura poesia del calcio.
Una sostituzione da brividi: la faccia scura di Giovanni e quel tributo di Fuorigrotta che va oltre la maglia granata
Da una parte c'è il pallone, ruvido e avaro di soddisfazioni. La maglia granata del Torino non gli ha portato fortuna in una serata che attendeva da settimane. Imbrigliato nella morsa della retroguardia azzurra, l'argentino ha vissuto la gara da fantasma, inghiottito dai raddoppi di marcatura e incapace di graffiare in una sfida che, nel profondo, sognava di dominare per il suo immenso valore simbolico. Quando mister D'Aversa ha deciso che il suo tempo era scaduto, richiamandolo in panchina, il volto di Simeone era una maschera di totale delusione.
Ma il calcio, a Napoli, non si esaurisce mai sul prato verde. Nel momento esatto in cui il tabellone luminoso si è alzato, decretando la fine della sua partita, il catino dello Stadio Diego Armando Maradona si è sollevato come un solo uomo. Nessun fischio per l'avversario, nessuna gelida indifferenza. Solo un boato sordo, un applauso lungo e scrosciante, una standing ovation da brividi che ha squarciato l'aria della notte campana. Un tributo spontaneo e immenso per un ragazzo che qui ha dato tutto sé stesso, onorando la maglia con una passione feroce che la gente di Partenope ha marchiato a fuoco nella memoria. Come giustamente evidenziato anche dalle colonne di Tuttosport, quel tuono d'affetto piovuto dagli spalti gli avrà certamente strappato un sorriso interiore, lenendo in parte l'amarezza di una serata storta. Perché se i gol si contano e i voti in pagella si dimenticano il giorno dopo, l'amore incondizionato di una piazza come quella azzurra non ha scadenza e non si macchia con un cambio di casacca. A Fuorigrotta si pesano le anime prima ancora dei piedi. E il Cholito, con il suo spirito indomito, si è guadagnato un pezzo di eternità sentimentale che vale molto più di un tabellino aggiornato. Il campo lo ha respinto, ma l'abbraccio di Napoli se lo è ripreso per sempre.
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