Questa volta la suggestione viaggia sulle frequenze di un volo diretto Napoli-Eindhoven, sola andata, con due paia di guantoni infilati nella stiva. Dimenticate le classiche e logoranti trattative a colpi di milioni e fideiussioni: l'ultima pazza idea partorita dai radar di Football Transfers profuma di mercato d'altri tempi, un baratto puro in grado di risolvere due problemi con un colpo solo. Sul piatto c'è il futuro della porta azzurra, un dossier che ora Giovanni Manna vuole archiviare prima che il ritiro estivo entri nel vivo. La tentazione ha le sembianze e i centimetri di Matej Kovar, il ventiseienne colosso ceco che al PSV ha dimostrato di avere i riflessi pronti e la personalità giusta per palcoscenici complicati.
Calciomercato Napoli, il jolly oltreconfine: Manna tenta il PSV con il cartellino del friulano
Ma per convincere la bottega olandese a mollare il proprio gioiello senza aprire il portafoglio, la dirigenza partenopea è pronta a calare l'asso: Alex Meret. La parabola del portiere friulano all'ombra del Vesuvio è arrivata a quella classica terra di nessuno che spaventa ogni direttore sportivo. Il suo contratto scade nel 2027 e lo spettro di un addio a parametro zero tra dodici mesi è un lusso che il Napoli non vuole e non può permettersi. Piuttosto che trascinarsi dietro i dubbi e i malumori di un rinnovo congelato da mesi, la dirigenza preferisce esplorare mete esotiche, offrendo a Meret la vetrina dell'Eredivisie e una maglia da titolare in Champions League.
Massimiliano Allegri, si sa, sui portieri ha una filosofia pragmatica: conta l'affidabilità, ma conta ancora di più la serenità dello spogliatoio. Inserire un classe 2000 affamato e moderno come Kovar permetterebbe al tecnico livornese di iniziare il ciclo con stimoli totalmente nuovi. Lo scambio è un puzzle sottile, un gioco di incastri in cui bisogna far combaciare valutazioni, ingaggi e la reale voglia dei protagonisti di cambiare aria. Le diplomazie hanno appena iniziato a parlarsi, ma la rotta è tracciata: se il friulano saluta, il Golfo si scopre un po' più ceco.
Andrea Alati
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