Joao Pedro manda nel baratro un Napoli coriaceo. Chelsea ancora bestia nera azzurra
azzurri fuori dalla coppa dalle grandi orecchie: col Chelsea si illude per un tempo, poi nella ripresa crolla e perde 2-3. Apre un rigore di Enzo Fernadez, poi il sorpasso con Vergara e Hojlund. Nella ripresa, pari di Joao Pedro che poi bissa per il successo
Vince il Chelsea, vince Joao Pedro. Il miglior Napoli di Champions, con un abito slim-fit ma estremamente bello. Come lo è stato Antonio (Vergara). Blues premiati oltre i propri meriti, il talento brasiliano dei londinesi rimonta gli azzurri e gela i sogni dei presenti a Fuorigrotta.
Joao Pedro manda nel baratro un Napoli coriaceo. Chelsea ancora bestia nera azzurra
Il ritorno del Chelsea al Maradona non è una semplice partita europea. È un richiamo diretto alla memoria collettiva del Napoli, a una ferita sportiva mai del tutto rimarginata e a un presente che impone scelte nette. A distanza di quattordici anni da quell’ottavo di finale di Champions League che segnò la fine del sogno azzurro, la squadra partenopea si ritrova di nuovo davanti ai Blues, in un crocevia che profuma di storia ma che parla soprattutto di attualità.
Oggi il contesto è radicalmente diverso. Cambia il Napoli, cambia la Champions League, cambia la formula del torneo. Resta però il Chelsea come ostacolo tra gli azzurri e la possibilità di proseguire il cammino europeo. La sfida del Maradona è decisiva per accedere ai sedicesimi di finale, gli spareggi che precedono gli ottavi riservati alle prime otto della classifica finale. Una zona che i londinesi possono ancora raggiungere e che il Napoli è chiamato a difendere con ogni energia residua.
Il valore della partita, tuttavia, va oltre il momento di forma. Al Maradona le motivazioni tendono ad azzerare ogni considerazione precedente. Il Napoli paga le troppe occasioni mancate nella fase a gironi e si ritrova costretto a giocarsi tutto contro un avversario complesso, esperto e ricco di talento. Joao Pedro. Tanto basta al Chelsea per portare a casa un match giocato senza particolari sforzi, salvato appunto dal talento cristallino dell'attaccante carioca.
Il Napoli esce dalla Champions League nel modo più amaro possibile. Al Maradona, contro il Chelsea, finisce 3-2 per i londinesi al termine di una gara che aveva illuso gli azzurri e il loro pubblico, prima di trasformarsi nell’ennesima notte europea di rimpianti. La squadra di Antonio Conte chiude al 30° posto in classifica generale, a un solo punto dalla qualificazione ai playoff: un dettaglio minimo che pesa come un macigno sull’intera stagione continentale.
L’avvio di gara è complicato per il Napoli, che va subito sotto nel punteggio. Il Chelsea passa grazie al rigore trasformato da Enzo Fernandez, episodio che sembra confermare le difficoltà strutturali degli azzurri - ridotti all'osso - contro avversari di alto livello tecnico. La reazione, però, è immediata e - a tratti - sorprendente.
Il Napoli cambia passo, alza l’intensità e trova prima il pareggio con uno splendido gol di Antonio Vergara, capace di accendere il Maradona con una giocata di qualità pura. Poco dopo arriva anche il sorpasso firmato da Hojlund, che finalizza una manovra rapida e verticale. In quel momento la classifica sorride ai partenopei: il 2-1 proietta il Napoli in zona playoff e restituisce senso e fiducia a una Champions fin lì avara di soddisfazioni. Il secondo tempo racconta però un’altra storia. Il Chelsea rientra in campo con maggiore lucidità e sfrutta senza pietà le fragilità di un Napoli corto nelle rotazioni e visibilmente affaticato. A salire in cattedra è Joao Pedro, che con una doppietta ribalta definitivamente l’incontro e spegne le ambizioni europee degli azzurri.
Il gruppo Conte prova a reagire più con il cuore che con l’organizzazione, ma la mancanza di alternative dalla panchina e il calo fisico diventano fattori decisivi. Il 3-2 finale certifica l’eliminazione e rende ancora più doloroso il verdetto della classifica. Partita bella, vissuta su un otto volante, tra chance e agganci e sorpassi e poi contro-sorpassi nel gruppone della League Phase, con retrogusto amaro. Si esce tra gli applausi (meritati) di Fuorigrotta. Tuttavia, le troppe occasioni sprecate nelle gare precedenti e l’incapacità di gestire i momenti chiave tornano a galla proprio nella notte più importante. La più bella, appunto.
NAPOLI - CHELSEA 2-3 (primo tempo: 2-1)NAPOLI (3-4-2-1): Meret 6; Di Lorenzo 6.5, Buongiorno 7, Juan Jesus 6 (67’ Gutierrez 5.5); Spinazzola 6 (82’ Beukema NG), Lobotka 6, McTominay 6.5, Olivera 6.5; Vergara 7.5, Elmas 6.5 (82’ Lukaku NG); Hojlund 7. All. Conte 6.5
CHELSEA (4-2-3-1): Sanchez 5.5; Malo Gusto 5 (55’ Chalobah 6), James 6, Fofana 6, Cucurella 5; Andrey Santos 6 (59’ Gittens 6), Caicedo 6; Estevao 6 (74’ Garnacho 5.5), Enzo Fernandez 6.5, Pedro Neto 5 (46’ Palmer 6.5); Joao Pedro 8. All. Rosenior 6
ARBITRO: Clement Turpin (Francia)
MARCATORI: 19’ rig. Enzo Fernandez (C), 33’ Vergara (N), 43’ Hojlund (N), 61’ Joao Pedro (C), 82’ Joao Pedro (C).
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