Martedì 31 marzo, l'Italia affronterà la Bosnia ed Erzegovina nell'atto conclusivo dei playoff per i Mondiali 2026, rassegna che manca agli Azzurri da ben dodici anni. La Nazionale guidata da Gennaro Gattuso arriva all'appuntamento dopo aver superato l'Irlanda del Nord grazie alle reti di Tonali e Kean. Di contro, la selezione balcanica ha eliminato il Galles a Cardiff ai calci di rigore, capitalizzando il pareggio in extremis del quarantenne Edin Dzeko e la freddezza dal dischetto del diciottenne Kerim Alajbegovic.
L'avvicinamento alla gara, tuttavia, è stato pesantemente condizionato da dinamiche extra-campo. Le immagini televisive della Rai che hanno ripreso Federico Dimarco, Pio Esposito e alcuni membri dello staff esultare alla qualificazione bosniaca hanno generato una dura reazione in patria. "Lo terremo in conto a Zenica" è il messaggio diffuso e cavalcato dai media balcanici, che denunciano un atteggiamento di ingiustificabile superiorità da parte dell'Italia. Una tensione mediatica che Gattuso dovrà gestire e disinnescare rapidamente per mantenere alta la concentrazione del gruppo, memore delle recenti e disastrose eliminazioni contro Svezia e Macedonia del Nord maturate proprio in contesti di spareggio.
Verticalizzazioni rapide e stazza atletica: come gioca la selezione balcanica e i pericoli per la difesa azzurra
Il teatro della sfida impone un livello di attenzione massimale. Lo stadio Bilino Polje di Zenica, con i suoi 15.000 posti esauriti in una sola notte, rappresenta un impianto strutturalmente insidioso. A differenza delle classiche arene dell'Est Europa, l'assenza della pista d'atletica posiziona gli spalti a immediato ridosso del terreno di gioco, creando una pressione sonora e visiva costante sui giocatori ospiti. Anche il manto erboso, storicamente descritto come pesante e irregolare (oggetto in passato di lamentele anche da parte di campioni come Cristiano Ronaldo), richiederà un grande sforzo di adattamento. In un contesto ambientale così aspro, la presenza in panchina di un profilo carismatico come Gattuso rappresenta una garanzia. Il Commissario Tecnico azzurro, abituato a prosperare nelle situazioni di alta tensione agonistica, avrà il compito cruciale di isolare la squadra dalle inevitabili provocazioni esterne e dall'entusiasmo di un intero Paese sceso in piazza a festeggiare fin dalla semifinale di Cardiff.
Dal punto di vista tecnico, la Bosnia di Sergej Barbarez (in carica dall'aprile 2024 con un bilancio di 7 vittorie, 4 pareggi e 8 sconfitte) fa della prestanza atletica il suo perno centrale. Un'altezza media di 1,85 metri si traduce in un netto predominio nei contrasti e nel gioco aereo. Il sistema tattico di base oscilla tra il 4-4-2 e il 4-2-3-1, con repentine transizioni verso il 3-5-2 a gara in corso. Il CT richiede ai suoi centrocampisti centrali — su tutti Benjamin Tahirovic (Brondby) e Armin Gigović (Young Boys) — alta intensità nei recuperi e verticalizzazioni immediate per innescare gli attaccanti. Il reparto offensivo è un mix perfetto di esperienza e sfrontatezza giovanile. A guidare l'attacco c'è l'intramontabile Edin Dzeko, attuale trascinatore dello Schalke 04 in seconda divisione tedesca (6 gol e 3 assist in 8 gare da gennaio). Al suo fianco si muove il talento cristallino di Kerim Alajbegovic: l'esterno classe 2007 affronterà l'Italia con il morale altissimo, avendo ufficializzato proprio in queste ore il suo trasferimento a titolo definitivo al Bayer Leverkusen.
A garantire solidità ed esperienza internazionale contribuisce poi un solido asse difensivo, formato dal terzino del Benfica Amar Dedic e da due conoscenze dirette della Serie A italiana: Sead Kolasinac dell'Atalanta e Tarik Muharemovic del Sassuolo. Un mix completato dall'estro del classe 2005 Esmir Bajraktarevic in forza al PSV.
Gli scenari: il Gruppo B e il "SOGNO AMERICANO"
Il peso specifico della gara di martedì non ammette repliche: in palio c'è un biglietto di sola andata per i Mondiali di Canada, Stati Uniti e Messico. Il percorso per la vincitrice dello spareggio è già parzialmente tracciato. Chi supererà l'ostacolo di Zenica verrà inserito nel Gruppo B della competizione iridata, un girone che comprende già il Canada (Paese co-ospitante), la Svizzera e il Qatar. Le proiezioni sul calendario offrono già prospettive concrete: un successo permetterebbe all'Italia di figurare tra le primissime squadre a debuttare nel torneo. Gli Azzurri, come riporta il Corriere dello Sport, potrebbero scendere in campo venerdì 12 giugno al Toronto Stadium proprio contro i canadesi, oppure il 13 giugno alla Bay Arena di San Francisco contro elvetici o qatarioti. Un orizzonte sportivo prestigioso che passa, obbligatoriamente, dai novanta minuti più complessi e delicati dell'intera gestione Gattuso.
Andrea Alati
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