Il Palazzo trema, travolto dalla consueta e tagliente schiettezza di un tecnico che non ha mai accettato i compromessi del sistema. Silvio Baldini, fresco di promozione dall'Under 21 alla panchina della Nazionale maggiore come commissario tecnico ad interim, ha infiammato l'aula di Coverciano alla vigilia del doppio collaudo amichevole contro Grecia e Lussemburgo. Senza giri di parole e con una foga dialettica da leader d'altri tempi, il neo-selezionatore ha messo a nudo la crisi strutturale del nostro movimento, individuando nei vertici societari e nelle scelte del calciomercato nostrano i veri colpevoli del triplo, drammatico fallimento mondiale dell'Italia.
Italia, la linea verde di Baldini: "Credo nei miei ragazzi, con Grecia e Lussemburgo per vincere"
La conferenza stampa del raduno toscano si è trasformata in pochi minuti in un vero e proprio processo politico ai vertici del calcio italiano. Baldini ha affrontato di petto il tema della terza mancata qualificazione consecutiva della Nazionale alla rassegna iridata, rifiutando le classiche giustificazioni tecniche e puntando il dito contro la classe dirigenziale del paese: "Perché siamo fuori dal Mondiale per la terza volta di fila? La mia spiegazione è semplice: il calcio italiano è in mano a dirigenti che pensano più ai propri interessi che alla crescita del gioco del calcio. Dirigenti che io definisco lestofanti come ho detto già altre volte. Finché non ci saranno dirigenti seri sarà un problema perché questi lestofanti hanno in mano il fili di questo gioco".
Nelle parole del tecnico di Massa non c'è solo una critica distruttiva, ma l'analisi di un blocco generazionale che penalizza i ragazzi cresciuti nei nostri settori giovanili. Baldini ha scagionato la Federazione, spostando la responsabilità sui singoli club e sulle dinamiche della Serie A, incapaci di avere coraggio nel lanciare il talento autoctono nel momento del definitivo salto di qualità: "A livello giovanile tutte le nostre nazionali sono andate bene, le cose si complicano quando deve essere fatto il salto nella nazionale maggiore. Non è un problema della Federazione ma di chi acquista un giocatore di 39 anni quando in rosa ha ragazzi di 20 anni che meritano".
Buona parte di quella "linea verde" che ha fatto sognare con l'Under 21 è stata aggregata da Baldini in questo raduno dei grandi. Il mister ha blindato il gruppo, professando una fede incrollabile nelle doti umane e tecniche dei suoi convocati in vista delle sfide di giugno: "Io credo in loro perché sono forti, puliti, hanno entusiasmo, possono vincere entrambe le gare".
Il ct azzurro ha infine chiuso la conferenza stampa liquidando con assoluto distacco le recenti dichiarazioni polemiche arrivate dall'ambiente ellenico a ridosso del match. Baldini ha preferito non entrare nel merito delle provocazioni, ma ha regalato una stoccata intrisa di ironia storica al collega avversario, dimostrando di essere già totalmente concentrato sul terreno di gioco: "Non gli rispondo, può dire quello che crede. Certo, mi stupisce che nel Paese dove è nata la democrazia ci si preoccupi di ciò che fanno gli altri".
Andrea Alati
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