Esiste una soglia psicologica e matematica nel campionato italiano, un chilometro zero della volata finale: la ventinovesima giornata. Da quando la Serie A ha introdotto la regola dei tre punti a vittoria (stagione 1994/95), questo turno ha assunto i contorni di un oracolo quasi infallibile. I numeri, analizzati nel dettaglio, parlano chiaro: in 25 degli ultimi 30 campionati (l'84% dei casi), la squadra che si trovava in vetta in questo preciso momento della stagione ha poi cucito il tricolore sul petto. La fuga dell'Inter, forte del suo primato solitario, è dunque blindata da una percentuale che schiaccia le speranze di Milan e Napoli. La storia ci insegna che dilapidare un vantaggio in questa fase della competizione è un evento rarissimo, un cataclisma sportivo che sfugge alla logica.
Scudetto, la 29ª giornata è una sentenza: l’Inter vede il tricolore
C'è però un margine, un sottilissimo 16%, in cui la razionalità cede il passo all'imponderabile. Solo in 5 occasioni su 30 la lepre è stata fagocitata dai cacciatori. In 4 di queste occasioni, a compiere il sorpasso è stata la squadra che occupava la seconda posizione: un copione visto con la Lazio nel 1999/00 (-3), col Milan nel 1998/99 (-1), con la Juventus nel 2011/12 (-4), e proprio con il Napoli della passata stagione, capace di annullare un -3 dalla vetta nel 2024/25. Ma la posizione attuale del Napoli (terzo a -9) impone un confronto con un precedente ancor più ristretto. Soltanto 1 volta, infatti, la terza in classifica è riuscita ad accaparrarsi il tricolore. Accadde nella stagione 2001/02, quando la Juventus, terza a sei lunghezze di distanza dalla vetta, con Antonio Conte in campo, riuscì nell'impresa culminata con il clamoroso epilogo del 5 maggio. Chiedere oggi al Napoli di recuperare nove punti dalla terza piazza significa chiedere di riscrivere un record che non ha precedenti nell'era moderna.
Se la logica e le percentuali chiudono il discorso, c'è un singolo fattore umano capace di mandare in cortocircuito i database: Antonio Conte. Andando ad analizzare al microscopio quelle 5, rarissime, rimonte storiche, emerge un dato che non può lasciare tranquilla l'Inter. In ben 2 di queste 5 occasioni (il 40% delle anomalie storiche), l'allenatore in panchina capace di ribaltare il destino era proprio il tecnico salentino. Lo ha fatto guidando la Juventus nel 2011/12, dando il via a un ciclo irripetibile. Lo ha rifatto magistralmente la passata stagione (2024/25), guidando il Napoli al sorpasso da una situazione di svantaggio (-3 alla 29esima). Conte è, statisticamente e spiritualmente, l'architetto delle imprese impossibili. Oggi l'Everest da scalare è il più ripido della sua carriera: nove punti da recuperare e due squadre (Inter e Milan) da scavalcare. Il tricolore nerazzurro sembra già in stampa, ma finché l'aritmetica non pronuncerà l'ultima parola, il passato sussurra un monito inequivocabile: mai dare per morto un progetto guidato dall'uomo che ha già piegato la storia per due volte.
Andrea Alati
Usiamo cookie tecnici e, previo consenso, cookie di profilazione per misurare il
traffico e mostrare annunci pertinenti. Puoi cambiare idea quando vuoi dalla
Cookie Policy.