Il calcio inglese conferma la sua linea di assoluta intransigenza di fronte a qualsiasi forma di discriminazione sul rettangolo verde. A farne le spese, questa volta, è un nome "pesante" del vivaio del Manchester United: il diciannovenne Jack Fletcher, figlio dell'ex icona e leggenda del centrocampo dei Red Devils, Darren Fletcher.
Discriminazioni in campo, l'Inghilterra fa scuola: multa, squalifica e lezioni obbligatorie per il 19enne dello United
Il caso affonda le radici nello scorso mese di ottobre, durante una sfida di EFL Trophy. In quell'occasione, il giovane Fletcher rimediò un'espulsione diretta le cui reali motivazioni erano rimaste avvolte nel mistero fino a poche ore fa. A squarciare il velo è stata un'inchiesta della BBC, che ha reso noto il contenuto del referto e la successiva delibera della Federcalcio inglese (FA). Il centrocampista è stato sanzionato con una pesante squalifica di sei giornate e una multa di 1.500 sterline per aver rivolto a un avversario l'appellativo di "ragazzo gay". Un insulto di matrice omofoba che nel Regno Unito fa scattare automaticamente i protocolli di massima severità.
Nel corso del procedimento disciplinare che ne è scaturito, il classe 2007 ha provato a ridimensionare l'accaduto, fornendo la propria versione dei fatti. Fletcher ha spiegato alla commissione di aver reagito in malo modo a un fallo subìto, utilizzando "una parola offensiva nella foga del momento", ma ha ribadito con forza di non avere avuto "alcuna intenzione di usare quel termine come insulto omofobo". Il giocatore ha inoltre sottolineato di essersi reso conto immediatamente della gravità dell'espressione, tanto da aver cercato l'avversario per porgere le proprie scuse già subito dopo il fischio finale della partita.
Le attenuanti presentate dal giovane talento e le scuse repentine non sono però bastate a intenerire i vertici della FA. La commissione giudicante ha ritenuto il comportamento inaccettabile e lesivo dei valori dello sport, confermando in toto l'impianto accusatorio. Oltre al lungo stop agonistico e alla sanzione pecuniaria, la Federazione ha imposto a Fletcher una misura riabilitativa stringente: il ragazzo dovrà obbligatoriamente frequentare, in presenza, uno specifico programma educativo per prendere piena consapevolezza del peso delle proprie parole. Un segnale chiaro mandato a tutto il movimento: sul tema dei diritti e del rispetto, non esistono sconti per nessuno.
Andrea Alati
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