Quasi quattro ore di faccia a faccia con gli inquirenti per Andrea Gervasoni. Il vice designatore della CAN, che ha scelto la via dell'autosospensione in seguito all'iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Milano, è stato ascoltato dal pm Maurizio Ascione all'interno della caserma della Guardia di Finanza. All'uscita, come riporta TuttoNapoli, il dirigente ha scelto la linea del massimo riserbo sulle indagini in corso, concedendosi però una smentita categorica su una delle indiscrezioni più pesanti circolate nelle ultime ore.
Inchiesta Arbitri, Gervasoni si difende: "Tranquillo sulla mia posizione. Rispetto il lavoro del pm"
Il punto più caldo affrontato all'uscita dalla caserma ha riguardato la presunta manipolazione degli audio del VAR relativi alla sfida tra Inter e Roma, un filone su cui, al momento, la Procura milanese non sta indagando formalmente. Su questo fronte, la posizione di Gervasoni è stata netta e senza appelli: "Lo escludo al 100%". Per quanto riguarda i contenuti del lungo colloquio con il pm, il vice Rocchi si è limitato a ribadire la sua totale collaborazione con la giustizia: "Io mi sono messo a disposizione del magistrato e rimango in attesa, ho dato tutte le risposte che dovevo".
Di fronte all'incalzare delle domande dei cronisti sulle presunte faide interne al mondo arbitrale e sull'ipotesi che la frode sia stata architettata per favorire specifici direttori di gara a discapito di altri, Gervasoni ha eretto un muro di gomma. "Non rispondo a queste cose", ha tagliato corto, aggiungendo poco dopo: "Non rispondo a questa domanda, c’è un’indagine in corso e rispetto il lavoro del magistrato". Stessa linea prudente anche per quanto riguarda i dubbi sul suo ruolo di supervisore nel match Salernitana-Modena: "Io ho spiegato tutto quello che riguarda la mia posizione con mia tranquillità".
L'interrogatorio arriva in un momento di altissima tensione per l'intera classe arbitrale italiana. Alla domanda su come stia vivendo questi giorni di tempesta mediatica e giudiziaria nel suo ruolo di vice Rocchi, Gervasoni si è lasciato sfuggire un laconico: "Ve lo potete immaginare". In chiusura, a chi gli chiedeva se dietro queste accuse potesse celarsi la vendetta di qualche escluso dal mondo arbitrale, ha preferito trincerarsi nuovamente dietro il riserbo istituzionale: "Rispetto il lavoro del magistrato, continuerò a ripetere solo quello".
Andrea Alati
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