Il Napoli vince ma non incanta: 1-0 a Cagliari. Cinismo, clean sheet e sorpasso al Milan
Gli azzurri superano il Cagliari per 1-0, inanellano la quarta vittoria consecutiva e si accomodano, pur con una gara in più, al secondo posto in classifica
Nel calcio, l'estetica e la sostanza viaggiano spesso su binari paralleli che raramente si incontrano nei momenti di massima pressione. La trasferta del Napoli in terra sarda rappresenta la perfetta sintesi di questo teorema. Gli azzurri superano il Cagliari per 1-0, inanellano la quarta vittoria consecutiva e si accomodano, pur con una gara in più, al secondo posto in classifica. Un traguardo che avvicina sensibilmente l'obiettivo Champions League, ma che arriva al termine di novanta minuti tutt'altro che memorabili. La squadra di Antonio Conte ha badato esclusivamente al sodo, portando a casa l'intera posta in palio attraverso una gestione oculata, a tratti faticosa, ma tremendamente efficace.
Cagliari-Napoli 0-1: azzurri secondi, pesa la condizione atletica da ritrovare
L'analisi tecnica della sfida dell'Unipol Domus restituisce la fotografia di un Napoli compassato, apparso fisicamente sulle gambe e poco reattivo, specie dopo aver trovato l'immediato vantaggio. Di fronte a un Cagliari spuntato e privo di veri riferimenti offensivi, la gestione della palla da parte degli azzurri è risultata confusa e conservativa. Fatta eccezione per una fiammata nei primi dieci minuti della ripresa, in cui si è cercato il colpo del ko, la squadra ha preferito anestetizzare il match senza mai rischiare reali pericoli, garantendosi l'ennesima preziosa rete inviolata, proprio in un momento in cui gli uomini guidati dal tecnico pugliese non riuscivano a concludere le gare senza subire gol.
A rubare l'occhio, dal punto di vista puramente qualitativo, sono state le geometrie di un Kevin De Bruyne sempre illuminante. Più complessa, invece, la valutazione sulla prestazione di Scott McTominay. Lo scozzese ha disputato una gara a due facce: eccellente sul piano delle letture tattiche, muovendosi con intelligenza negli spazi di centro-destra fino alla zona di rifinitura, ma disastroso sotto il profilo tecnico. Un'imprecisione palese nei passaggi, sia in fase di costruzione nella propria metà campo che negli ultimi venti metri, dettata da una condizione atletica ancora precaria che lo ha visto letteralmente a corto di ossigeno nell'ultimo quarto di gara.
Andando oltre la cronaca dei novanta minuti, l'attuale secondo posto del Napoli impone una riflessione strutturale sull'intera stagione. Antonio Conte rivendica da mesi la portata dell'impresa sportiva compiuta dal suo gruppo, e i fatti sembrano dargli ampiamente ragione. Trovarsi a lottare per la piazza d'onore dopo aver affrontato una vera e propria ecatombe clinica ha i contorni dell'eccezionalità. Basta scorrere l'elenco dei giocatori finiti ai box nel corso dei mesi per comprendere la portata dell'handicap: da Lukaku a De Bruyne, passando per McTominay, Anguissa, Lobotka, Rrahmani, Neres, Gilmour, Meret, Di Lorenzo, Spinazzola e Juan Jesus. È un dato di fatto oggettivo che, con la rosa al gran completo e priva di questo stillicidio di assenze, i 6-9 punti di distacco dall'attuale capolista avrebbero potuto essere colmati, proiettando prepotentemente il Napoli in piena corsa per il tricolore. Laddove molte formazioni, decimate negli uomini chiave, si sarebbero inesorabilmente sgretolate, gli azzurri hanno fatto quadrato. La bruttezza della prestazione di Cagliari passa in secondo piano di fronte alla resilienza di una rosa che, tra mille difficoltà, sta per tagliare il traguardo europeo.
Andrea Alati
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