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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Il Corsiero, l'infinito e la commozione: Valentina De Laurentiis svela l'armatura del nuovo Napoli

Il Corsiero, l'infinito e la commozione: Valentina De Laurentiis svela l'armatura del nuovo Napoli
C'è un filo invisibile, ma resistentissimo, che lega i trionfi impolverati del passato alle sfide ad altissima intensità del calcio moderno. Ed è proprio lungo questo delicato crinale che si è mossa la matita di Valentina De Laurentiis, style-designer della SSC Napoli, chiamata al compito più gravoso e affascinante della sua carriera: disegnare la seconda "pelle" azzurra per l'anno più atteso di tutti. L'anniversario del secolo, infatti, non poteva essere liquidato con un semplice vezzo estetico stagionale o con una reliquia da chiudere sottochiave in una teca di vetro.

Un logo a quattro dimensioni per cent'anni di storia: i segreti della nuova pelle del Napoli

La genesi della divisa per la stagione 2026/27 parte da un postulato che la stessa ideatrice ha voluto chiarire in apertura di intervento: "La prima maglia del centenario non nasce come una semplice commemorazione, è pensata per accompagnare il Napoli in questa stagione". Un vero e proprio abito da battaglia, concepito attraverso "una scelta precisa, perché un anniversario come questo deve vivere ogni domenica in ogni campo con i tifosi". La sfida stilistica era oggettivamente titanica: come si condensano cent'anni di urla, cadute e trionfi in una manciata di grammi di tessuto? "La prima domanda è stata: da dove si riparte quando si celebrano cent'anni?", ha svelato la designer. La risposta è arrivata frugando nel cassetto più nobile della memoria collettiva partenopea, quello degli anni Ottanta, l'epoca dorata che portò in dote il primo, indimenticabile tricolore. Il risultato è un piccolo miracolo di ingegneria tessile mascherato da pura nostalgia vintage. L'obiettivo era ricreare fedelmente quell'iconica trama in "maglina", restituendo alla piazza una "maglia autentica, essenziale, capace di evocare ricordi e senso di appartenenza". Per tradurre l'idea in realtà, il team di sviluppo ha utilizzato uno speciale "tessuto tecnico che visivamente richiami la storica lanetta", garantendo però agli atleti il totale supporto del comfort e di tutte "le tecnologie moderne". Un omaggio devoto ma estremamente funzionale, dove la "semplicità è stato il filo conduttore dell'intero progetto". Se il colore e il tessuto dettano la melodia, è però sul cuore che si concentra la vera sinfonia del Centenario. Il nuovo stemma è un mosaico concettuale minuzioso, suddiviso in quattro elementi cardinali: si parte dal ritorno del "Corsiero del Sole, simbolo di forza, continuità e rinascita", per passare all'immancabile "numero 100, che celebra il percorso e le vittorie". Il terzo dettaglio è un richiamo esoterico e matematico: "L'infinito, un simbolo che non rappresenta il proseguimento della storia solo ma la volontà di avere un nuovo punto di partenza per il prossimo secolo del Napoli". A chiudere il cerchio, il quarto elemento è la fiera conferma dell'attuale scudetto societario. Una scelta fortemente conservativa ma logica: "Non l'abbiamo scelto diverso perché racconta una storia che continua: il logo attuale ci racconta, senza perdere il legame con l'identità, il presente". Una casacca che si dichiara dunque "proiettata al futuro ma sulle fondamenta del passato". Una sintesi geometrica e sartoriale dal peso emotivo evidentemente insostenibile. Tanto che, proprio nel pronunciare la parola "grazie" al termine della lunga spiegazione, la corazza istituzionale di Valentina De Laurentiis ha ceduto il passo, lasciando spazio alla voce rotta e a vere lacrime di commozione. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore