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sabato 1 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Hojlund firma il secondo posto: il Maradona saluta Conte tra applausi, emozione e addio

Un traguardo che, letto isolatamente, potrebbe sembrare normale per un club di questo livello. Ma il contesto racconta altro: una stagione attraversata da problemi fisici, tensioni, aspettative elevate e continui cambi di equilibrio.

Hojlund firma il secondo posto: il Maradona saluta Conte tra applausi, emozione e addio
Il risultato conta, ma fino a un certo punto. Napoli-Udinese si chiude con un successo firmato da Hojlund, con il secondo posto blindato e la qualificazione Champions già messa in cassaforte, ma la vera scena della serata appartiene ad Antonio Conte. Il Maradona trasforma l’ultima giornata in un lungo saluto al tecnico salentino, protagonista di un ciclo intenso, breve e vincente che si chiude tra cori, striscioni e un’atmosfera da congedo annunciato.

Hojlund firma il secondo posto: il Maradona saluta Conte tra applausi, emozione e addio

Il Napoli batte l’Udinese 1-0, sale a quota 76 punti e conclude la stagione alle spalle dell’Inter. Un traguardo che, letto isolatamente, potrebbe sembrare normale per un club di questo livello. Ma il contesto racconta altro: una stagione attraversata da problemi fisici, tensioni, aspettative elevate e continui cambi di equilibrio. Prima del fischio d’inizio Conte aveva scelto la linea della concretezza, la stessa che ha accompagnato gran parte della sua esperienza napoletana. "La prima emozione è quella di sempre: fare risultato", aveva spiegato nel prepartita, ribadendo il valore del percorso compiuto. Hojlund decisivo, De Bruyne illumina la partita Il Napoli impiega poco più di un minuto per far capire le proprie intenzioni. La manovra offensiva si accende subito, ma il gol arriva al 24’, nel momento in cui la qualità individuale cambia il volto della gara. Kevin De Bruyne, entrato dopo il problema fisico accusato da Alisson Santos, disegna una giocata delle sue: osserva, misura lo spazio e serve Hojlund con un pallone chirurgico. L’attaccante danese controlla il tempo dell’azione, sceglie l’angolo e batte Okoye per l’1-0. Una rete pesante, elegante nella costruzione e significativa anche sul piano personale: sedicesimo centro stagionale, miglior rendimento realizzativo e conferma di una crescita diventata sempre più evidente nella seconda parte dell’anno. Una stagione segnata dagli infortuni, anche l’ultima gara presenta il conto La vittoria non cancella però il tema che ha accompagnato il Napoli per mesi: l’emergenza fisica. La partita perde quasi subito Alisson Santos, costretto a fermarsi nei primi minuti per un problema muscolare che lascia pessime sensazioni. Poco dopo tocca anche a Lobotka abbandonare il campo, altro episodio che si inserisce in una lunga lista di contrattempi vissuti dagli azzurri durante la stagione. Nonostante tutto, il Napoli mantiene ordine, gestione e superiorità territoriale. L’Udinese prova a restare in partita soprattutto attraverso le iniziative di Karlstrom, ma Meret risponde con attenzione. Nel secondo tempo il quadro si semplifica ulteriormente quando Kabasele perde lucidità e colpisce Hojlund lontano dal pallone: revisione VAR, cartellino rosso e friulani in inferiorità numerica. Con l’uomo in più, il Napoli controlla senza affanni e sfiora anche il raddoppio. Ancora Hojlund inventa, costruisce e libera McTominay davanti alla porta, ma lo scozzese non riesce a trasformare l’occasione. Il vero finale è per Conte: il Maradona lo accompagna fuori scena Poi arriva il momento che va oltre la cronaca sportiva. Conte abbraccia uno a uno i suoi giocatori. Lo stadio si alza, canta, accompagna il giro di campo. Dalle curve compare uno striscione che sintetizza il sentimento della piazza: riconoscimento, rispetto, gratitudine. "Avete onorato la maglia in casa e in trasferta anche quando non c’è stato il nostro aiuto. Al mister e alla squadra va il nostro tributo". Il Maradona risponde con un coro continuo: "Olè, olé, olé, Mister, Mister". Non è soltanto l’omaggio all’allenatore dell’ultimo anno: è il saluto a chi ha raccolto il Napoli dopo una stagione difficile, lo ha riportato alla vittoria dello scudetto, ha aggiunto una Supercoppa e chiude ora con un secondo posto che vale ancora Champions League. L’1-0 contro l’Udinese resta nel tabellino. Ma il ricordo della serata è un altro: cinquanta mila persone in piedi, Conte sotto le curve, la sensazione condivisa che un capitolo importante si sia appena chiuso. Napoli-Udinese 1-0 (Primo tempo 1-0) NAPOLI (3-4-3): Meret 6.5 (80' Contini NG); Di Lorenzo 6.5, Rrahmani 7, Olivera 6.5 (46' Juan Jesus 6.5); Politano 6 (80' Mazzocchi NG), Lobotka 6 (37' Gilmour 6), McTominay 5.5, Gutierrez 6.5; Elmas 5.5, Santos NG (10' De Bruyne 6.5), Hojlund 7.5. All. Conte 7 UDINESE (3-4-3): Okoye 6; Kristensen 5.5, Kabasele 4, Solet 6.5; Ehizibue 5, Karlstrom 5, Piotrowski 5.5, Zemura 5; Miller 5.5, Atta 6.5, Davis 6. All. Runjaic 6 GOL: 24' Hojlund (N) ASSIST: 24' De Bruyne (1-0 Hojlund) ARBITRO: Andrea Zanotti (sezione di Rimini) AMMONITI: 51' Karlstrom (U), 81' Buksa (U) ESPULSI: 65' Kabasele (U).
Andrea Fiorentino · Redattore