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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Di Lorenzo, il patto di Giuffredi: "Vuole restare a vita, ora parleremo con Manna"

Il potente manager campano ha toccato tutti i dossier più caldi sul tavolo del direttore sportivo Giovanni Manna

Di Lorenzo, il patto di Giuffredi: "Vuole restare a vita, ora parleremo con Manna"
Mario Giuffredi, uno dei procuratori più influenti e determinanti all'interno dello spogliatoio azzurro — curatore degli interessi, tra gli altri, di Di Lorenzo, Politano, Vergara, Marianucci ed Ambrosino —, è intervenuto con un fiume in piena ai microfoni ufficiali di Radio CRC. Il potente manager campano ha toccato tutti i dossier più caldi sul tavolo del direttore sportivo Giovanni Manna, blindando il futuro del capitano, promuovendo a pieni voti l'imminente sbarco sulla panchina del Golfo di Massimiliano Allegri e lanciando messaggi chiarissimi alla Filmauro sulla gestione dei giovani talenti in vista della stagione del Centenario.

Gaetano, il rimpianto dell'agente: "Il play più forte in Italia, ho detto alla società di riportarlo a casa"

I virgolettati ufficiali rilasciati dall'agente fotografano alla perfezione lo stato delle trattative e le sue precise visioni tattiche ed umane, senza filtri o mediazioni diplomatiche: “La volontà di Di Lorenzo è di restare a vita a Napoli: nelle prossime settimane ci faremo una chiacchierata con Manna e con il presidente per capire se c’è la voglia da parte del club di portare avanti questo discorso. A me Allegri piace tantissimo, è sbagliato avere dubbi su di lui. Ha vinto tutto, non ha fallito da nessuna parte: se con il Milan vince contro il Cagliari, arriva in Champions e centra l’obiettivo. È un allenatore di grande esperienza, intelligente. Meglio di Italiano? Avrei preso Allegri al 100%, senza pensarci un secondo. Credo non ci sia scelta migliore. Secondo me giocherà con la difesa a 3 a Napoli, mi aspetto un 3-4-3″. Dalle colonne portanti dello spogliatoio, l'analisi del procuratore si è spostata immediatamente sui profili più giovani della sua scuderia, a partire dal pacchetto arretrato fino alla gestione della classe cristallina di Vergara, finito al centro dei desideri di diverse compagini della massima serie: “Marianucci? Manna mi ha fatto capire che vogliono tenerlo. Con la difesa a 3 avrebbe il suo spazio. Vergara è un giocatore di 23 anni, ha la classe più cristallina della nostra Serie A, c’ha grande cazzimma. Bisogna capire il pensiero del club: se per 25-30 milioni preferiscono venderlo, non tratteniamo nessuno. Ma non è una scelta di Vergara, né del suo procuratore: sarà una scelta del club. Al massimo potremmo chiedere di discutere il contratto. Como? È un club che ha sempre avuto apprezzamenti per Vergara, come altri”. Giuffredi ha poi spento sul nascere le indiscrezioni di mercato riguardanti una possibile partenza da Milano di Pio Esposito, confermando la totale centralità del ragazzo nel progetto nerazzurro, prima di tornare a pungere la dirigenza partenopea sul clamoroso rimpianto legato a Gianluca Gaetano e proporre un nuovo innesto a Manna: “Pio Esposito? È inutile creare fantasmi, Pio è felice all’Inter e credo che resterà lì per tanti anni: la volontà del ragazzo è questa. Non creiamo finte aspettative di mercato. È un club che lo ha protetto, lo ha instradato bene nel suo percorso: Pio vuole migliorare i numeri fatti quest’anno. Ha 20 anni e ha fatto 10 gol e 6 assist con l’Inter e 5 gol in Nazionale. Non c’è club migliore dell’Inter per un giovane come Pio Esposito. Gianluca Gaetano? Pisacane ha avuto l’intuizione di metterlo in un ruolo in cui lui poteva esprimersi ad alti livelli. Io credo che sia il play italiano più forte in assoluto: davanti alla difesa è diventato un giocatore che può dettare legge per i prossimi 6-7 anni. Per me il Napoli ha sbagliato a liberarsene così facilmente. È un giocatore da Napoli, ho consigliato a Manna di riportarlo nel club azzurro. Mi aspetto che abbia un ottimo mercato: oggi è da Nazionale e da grande club. Ho consigliato anche Sebastiano Esposito a Manna: ritengo che sia un giocatore completo e molto forte”. Il congedo mediatico dell'agente è stato interamente dedicato alla figura del commissario tecnico ad interim della Nazionale maggiore, esaltandone lo spessore emotivo e la purezza d'intenti all'interno di un sistema calcistico spesso privo di meritocrazia: “Silvio Baldini è un allenatore che già 15 anni fa era un innovatore. Il calcio non è meritocratico, quindi, rispetto alle sue capacità, gli è stato tolto tanto: questa parentesi con la Nazionale è un qualcosa che merita e sono felice per lui. Paga il fatto di essere troppo vero, directo e genuino in questo mondo. Credo che il calcio debba ripartire da persone come Silvio Baldini: non mi creerei problemi ad affidargli la panchina della Nazionale. Io ho avuto Pio (Esposito n.d.r.) lì con lui: ho visto un ragazzo felice di vivere la Nazionale e questo gliel’ha trasmesso l’allenatore. Gli ha trasmesso qualcosa a livello umano, laddove altri non ci sono riusciti”. Andrea alati
Andrea Alati · Redattore