Lo scossone ai vertici del calcio italiano si è consumato con una mossa d'anticipo che ha sparigliato le carte istituzionali. Gabriele Gravina ha rassegnato formalmente le dimissioni da presidente della FIGC nel corso della riunione straordinaria andata in scena a Roma, anticipando di fatto l'atteso Consiglio federale previsto per i prossimi giorni. Una scelta che ha reso immediatamente decaduto l'organo direttivo, certificando la fine di un'era e innescando, con tre mesi d'anticipo, la corsa alla poltrona più rovente dello sport nazionale. Con le elezioni fissate per il 22 giugno, il vuoto di potere va riempito in fretta, in un clima di macerie sportive da ricostruire dopo l'ennesimo dramma azzurro. E, come riportato dalle indiscrezioni di Tuttomercatoweb.com, il tavolo delle candidature è già in pieno fermento.
Il dopo-Gravina è già iniziato: da Abete alla suggestione Marotta, ecco tutti i candidati per via Allegri
In questo scenario di rifondazione totale, il nome che spicca in cima alla lista è quello di Giovanni Malagò. L'attuale numero uno del CONI rappresenta il profilo istituzionale per eccellenza, l'uomo in grado di garantire un peso politico specifico e una profonda conoscenza delle dinamiche dei palazzi romani. Una sua discesa in campo diretta in via Allegri assumerebbe i contorni di un intervento strutturale ai massimi livelli per salvare il movimento calcistico. Malagò, al momento, resta in netta pole position, ma la partita sulla scacchiera federale è tutt'altro che un monologo. Se Malagò incarna la figura istituzionale, le alternative non mancano e si dividono tra chi rappresenta l'usato sicuro e chi spinge per una decisa ventata di novità.
Da una parte c'è la solida candidatura di Giancarlo Abete: l'attuale numero uno della Lega Nazionale Dilettanti (nonché ex presidente FIGC) rappresenterebbe la più classica delle soluzioni di continuità. Un approdo sicuro, capace di rassicurare le componenti storiche e gestire la macchina federale senza strappi violenti. Dall'altra parte, prende quota vertiginosamente il nome di Matteo Marani. Il presidente della Lega Pro è considerato il "volto nuovo", un dirigente estremamente apprezzato nell'ambiente e in maniera trasversale per il rilancio della Serie C, capace di unire una visione moderna a un pragmatismo che piace molto ai club.
Sullo sfondo, poi, si agitano i profili prettamente manageriali. Resta al vaglio l'opzione Umberto Gandini, storico ex dirigente di Milan e Roma, figura dal respiro internazionale e dai solidi legami europei. Ma la vera, grande suggestione di queste ore porta a Beppe Marotta. Affidare le chiavi della rifondazione al dirigente più scafato e vincente del calcio italiano moderno sarebbe il sogno segreto di molti. Tuttavia, la sua attuale posizione ai vertici dell'Inter rende questa candidatura un affascinante miraggio, difficilmente percorribile nel breve termine. Il quadro è aperto e magmatico: da qui al 22 giugno, il calcio italiano sarà teatro di alleanze e strategie per decidere chi dovrà guidare la rinascita.
Andrea Alati
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