Il nuovo corso tecnico sul Golfo nasce sotto il segno della classe pura e di una precisa dichiarazione d'intenti per quanto riguarda i pesi specifici all'interno dello spogliatoio. Massimiliano Allegri ha le idee chiarissime su chi debba guidare la transizione tattica della squadra nell'anno delle celebrazioni storiche del club: l'architrave del gioco sarà interamente affidata a Kevin De Bruyne. Il mister toscano, da sempre grande estimatore dei calciatori capaci di interpretare lo spartito calcistico senza bisogno di rigidi vincoli schematici — un'ammirazione che in passato lo aveva spinto a tessere le lodi di un fuoriclasse come Modric —, vede nel centrocampista belga l'elemento imprescindibile per legare i reparti. Poco importa se l'ultima annata sia stata pesantemente condizionata da oltre quattro mesi di stop forzato a causa di problemi fisici; per il nuovo allenatore, la visione di gioco e l'intelligenza posizionale dell'ex City restano un patrimonio di livello planetario, ideale sia in un centrocampo a tre speculare sia in soluzioni più dinamiche con il trequartista dietro le punte.
Calciomercato Napoli, la linea della presidenza: De Laurentiis avverte i big ma Max blinda Kevin
Prima di accendere i motori sui campi da gioco, si renderà comunque necessario un passaggio chiarificatore lontano dai riflettori per ripulire l'ambiente da qualche scoria mediatica di troppo. Aurelio De Laurentiis ha infatti già messo al corrente il tecnico delle frizioni nate di recente a causa di alcune interviste incrociate rilasciate dal medesimo centrocampista e da Lukaku. La linea della presidenza è nota e improntata al massimo pragmatismo: la dirigenza partenopea non tratterrà nessuno controvoglia e davanti a eventuali malumori le strade si separeranno senza alcun tipo di rimpianto societario. Allegri, dal canto suo, preferisce la via del dialogo preventivo per disinnescare i malintesi e ritrovare la giusta unione d'intenti.
Una volta blindata la pace interna, il campo tornerà a essere l'unico giudice, mostrando una mediana ricca di soluzioni e chili. Accanto al fuoriclasse di Drongen, la scacchiera azzurra può contare sulla continuità geometrica di Lobotka o sulle geometrie alternative dello scozzese Gilmour. Per dare sostanza e inserimenti alle spalle delle punte c'è la fisicità di McTominay, mentre il rientro del giovane Vergara rappresenta la freschezza ideale da sfruttare a gara in corso per spaccare i ritmi. L'unico vero punto interrogativo avvolge il destino di Anguissa, il cui mancato accordo sul rinnovo contrattuale potrebbe sfociare in una cessione estiva. Ma a prescindere da chi coprirà la casella del camerunense, la cabina di comando del Napoli avrà un unico proprietario. Il palcoscenico dei Mondiali servirà al belga per ritrovare il ritmo partita, prima di riprendersi la leadership della squadra.
Andrea Alati
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