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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Dal tesoro del Manchester City alla povertà della Serie A: il disastro commerciale di un calcio incapace di vendersi

Il calcio moderno non si gioca soltanto sul rettangolo verde, ma si combatte all'ultimo sangue nei salotti della finanza e negli uffici marketing

Dal tesoro del Manchester City alla povertà della Serie A: il disastro commerciale di un calcio incapace di vendersi
Il calcio moderno non si gioca soltanto sul rettangolo verde, ma si combatte all'ultimo sangue nei salotti della finanza e negli uffici marketing. A fornire una fotografia impietosa, e al tempo stesso estremamente lucida, dei reali rapporti di forza del nostro pallone è un'attenta analisi pubblicata da Calcio&Finanza, incentrata sui ricavi garantiti dai main sponsor di maglia. Un dossier che registra movimenti tellurici importanti all'interno dei confini nazionali, ma che suona come una campana a morto se confrontato con i numeri dei giganti europei.

Dai 30 milioni delle milanesi allo zero della Lazio: la mappa completa dei main sponsor del campionato italiano.

La vera, grande novità italiana porta i colori giallorossi. La Roma, dopo aver affrontato la prima parte della stagione con la divisa immacolata a seguito della scadenza del contratto con Riyadh Season avvenuta lo scorso luglio, ha piazzato un colpo vitale per i propri bilanci. A partire dalla sfida casalinga contro il Como (fischio d'inizio in programma domenica alle ore 18), sul petto dei capitolini farà la sua comparsa il marchio Eurobet.live. Per destreggiarsi tra i rigidi, e spesso criticati, paletti del Decreto Dignità, che vieta in Italia la pubblicità diretta del gioco d'azzardo, la dirigenza romanista non apporrà il brand della nota agenzia di scommesse, ma furbescamente il logo del sito di informazione ad essa collegato. Un passo fondamentale dal punto di vista commerciale, blindato da un contratto valido fino a giugno 2029 che garantirà alle casse di Trigoria una base di 13-14 milioni di euro a stagione, con la possibilità di toccare quota 16 milioni al raggiungimento di determinati bonus legati ai risultati. Questo improvviso innesto di liquidità ridisegna inevitabilmente le gerarchie della Serie A. L'intesa proietta la Roma al sesto posto della speciale classifica dei ricavi, certificando un clamoroso sorpasso ai danni del Napoli. Il club partenopeo, infatti, scivola in settima posizione, dovendosi accontentare degli under 10 milioni di euro (nello specifico, 9 milioni) incassati annualmente dall'accordo con MSC. Un divario che fa riflettere su come la piazza azzurra fatichi ancora a tramutare il proprio peso sportivo in contratti commerciali di primissima fascia. A guardare tutti dall'alto in basso, in Italia, resta il consolidato asse del Nord. Inter (sponsorizzata Betsson) e Milan (legata a Emirates) condividono lo scettro nazionale incamerando circa 30 milioni di euro a stagione, seguite a brevissima distanza dalla Juventus, che dalle partnership combinate con Jeep e Visit Detroit ricava una cifra oscillante tra i 28 e i 30 milioni. La graduatoria vede poi le particolari sinergie aziendali di Fiorentina (25 milioni da Mediacom) e Sassuolo (18 milioni da Mapei) rintuzzare le big. In fondo alla lista, fa rumore l'assenza di introiti per la Lazio, attualmente senza alcun main sponsor, mentre le realtà di provincia si accontentano di cifre residuali, come il milione di euro percepito dal Lecce (Deghi) o i miseri 0,7 milioni del Pisa targato Cetilar. Le proiezioni, inoltre, indicano che dal 2026/27 il Milan potrebbe prendere il largo, toccando i 35 milioni grazie all'atteso rinnovo con la compagnia aerea emiratina. Se i numeri interni possono accendere le rivalità di campanile, è varcando i confini delle Alpi che la realtà presenta un conto salatissimo e deprimente. L'abisso tra la Serie A e i top club continentali è certificato da cifre mostruose. Il trono europeo è saldamente occupato dal Manchester City, che dal colosso Etihad percepisce ben 80 milioni di euro ogni singola stagione. Alle sue spalle, il vuoto viene riempito da corazzate come Real Madrid (70 milioni da Emirates), PSG (70 milioni da Qatar Airways) e Manchester United (70 milioni da Snapdragon). Il dato che deve far suonare l'allarme nei palazzi della Lega Calcio è l'assoluta assenza di società italiane nell'esclusiva top 10 europea. Per potervi accedere, come dimostra l'Atletico Madrid decimo in classifica grazie ai 40 milioni di Riyadh Air, servirebbe incassare almeno 40 milioni annui. Una soglia psicologica e finanziaria che, al momento, nessun club del nostro Paese è minimamente in grado di sfiorare. L'Italia, frenata da infrastrutture obsolete e leggi restrittive, resta condannata a rincorrere un treno che viaggia ormai a velocità doppia. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore