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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Dal buio di Bologna al patto con ADL: i motivi che hanno spinto Conte a disertare i microfoni

Antonio Conte ha optato per un mutismo strategico che lo tiene lontano dalle canoniche conferenze stampa di campionato

Dal buio di Bologna al patto con ADL: i motivi che hanno spinto Conte a disertare i microfoni
L'immagine del condottiero vulcanico, sempre pronto a infiammare le vigilie con dichiarazioni taglienti e analisi senza filtri, sembra appartenere al passato. Antonio Conte ha optato per un mutismo strategico che lo tiene lontano dalle canoniche conferenze stampa di campionato ormai dallo scorso autunno. Come fa notare un interessante approfondimento della Gazzetta dello Sport, per ritrovare l'ultima apparizione dell'allenatore partenopeo prima di un match di Serie A bisogna riavvolgere il nastro fino a metà ottobre 2025, alla vigilia della sfida contro il Torino. In quel periodo, la macchina azzurra viaggiava su binari decisamente più sereni. La squadra danzava sulle geometrie di un centrocampo al top della condizione, trascinata dai suoi elementi di spicco prima che l'infermeria iniziasse a riempirsi. Il cortocircuito, evidenzia il quotidiano rosa, si è innescato a cavallo tra ottobre e novembre. I passi falsi contro i granata e la pesante debacle europea in Olanda hanno incrinato le certezze del gruppo.

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Il vero punto di non ritorno comunicativo si è consumato però sotto i portici di Bologna. Dopo una sconfitta amara, il tecnico si presentò ai microfoni visibilmente scosso, denunciando uno scollamento emotivo all'interno dello spogliatoio e rifiutandosi categoricamente di fare da "traghettatore" a un progetto che gli appariva svuotato della sua proverbiale fame agonistica. Parole che fecero tremare l'ambiente, alimentando i sussurri di un possibile addio anticipato. A gettare acqua sul fuoco ci pensò tempestivamente Aurelio De Laurentiis. Attraverso i propri canali social, il patron spazzò via le speculazioni, ribadendo un orgoglioso e totale appoggio al suo allenatore. Da quel momento, le dinamiche della comunicazione campana si sono ribaltate: il presidente ha occupato la scena mediatica per infondere fiducia, mentre Conte si è ritirato nel bunker del centro sportivo, parlando esclusivamente negli appuntamenti europei resi obbligatori dai protocolli UEFA. Le attenuanti per questo irrigidimento, del resto, sono molteplici e oggettive. La Gazzetta ricorda come la stagione sia stata una vera e propria corsa a ostacoli: un'emergenza medica senza precedenti (con decine di stop muscolari a decimare la rosa), una campagna acquisti a parametro zero e le inevitabili scorie lasciate dalle premature uscite nelle coppe. Nonostante le turbolenze, il bilancio attuale sorride l'allenatore. Aver mantenuto la barra dritta ha permesso al Napoli di sollevare la Supercoppa e di agganciarsi al treno delle primissime in classifica, a ridosso delle corazzate milanesi. Oggi Conte comunica in un modo diverso, quasi iconico. L'immagine che racchiude questa sua nuova era è tutta in quel gesto rivolto alle telecamere – un chiaro omaggio allo stile di José Mourinho – in cui ha semplicemente mostrato due dita: il simbolo muto, ma inequivocabile, dei due trofei conquistati dal suo arrivo in Campania. Un modo per ricordare a tutti che, alla fine, il tabellone luminoso conta più di mille parole. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore