WALSALL, ENGLAND - AUGUST 06: Gian Piero Gasperini, Head Coach of AS Roma, looks on prior to the pre-season friendly match between Aston Villa and AS Roma at Pallet-Track Bescot Stadium on August 06, 2025 in Walsall, England. (Photo by Clive Mason/Getty Images)
L'entusiasmo estivo, alimentato dall'illusione di un progetto tecnico in grado di riportare stabilmente i giallorossi nell'élite della Champions League, si è schiantato contro il muro della realtà. La gestione di Gian Piero Gasperini alla guida della Roma sta assumendo i contorni di un doloroso psicodramma sportivo. L'ultimo, fatale colpo di grazia alle ambizioni stagionali si è consumato sul palcoscenico dell'Europa League, con la sanguinosa eliminazione per mano del Bologna. Un epilogo che l'allenatore ha tentato di disinnescare nel post-partita, aggrappandosi agli episodi: "I fischi sono dettati dall’eliminazione, non dalla prestazione. La gara è stata condizionata da errori grossolani. Il risultato determina tutto, ma nelle ultime partite ci sono state anche buone cose. Ora dobbiamo concentrarci sul campionato". Parole che, tuttavia, suonano come un debole alibi di fronte al tribunale di una piazza ormai esasperata.
Il fallimento di Gasperini e la furia dell'Olimpico: 10 sconfitte e addio all'Europa
Gli alibi del tecnico vengono infatti spietatamente smontati dall'inappellabile tribunale dei numeri. La radiografia della stagione giallorossa, arrivati alla 29esima curva del campionato, restituisce un quadro clinico allarmante: sono già 10 le sconfitte incassate in Serie A. Un dato disastroso che costringe ad aggiornare in negativo i libri di storia del club, superando persino il buio della stagione 2012/2013, quando il boemo Zdeněk Zeman venne esonerato a febbraio dopo aver collezionato 9 ko in 23 giornate. Se al tracollo in campionato si sommano la prematura uscita dalla Coppa Italia ad opera del Torino e la recente estromissione continentale, il bilancio assume i connotati di un fallimento sistemico su tutti i fronti.
Ma il dato più rumoroso e preoccupante non risiede nelle statistiche, bensì nel clima di assoluta e gelida ostilità che si respira sugli spalti. Come riportato dalle colonne de Il Messaggero, la contestazione dell'Olimpico ha segnato un punto di non ritorno. Per la prima volta dall'inizio dell'era Gasperini, la Curva Sud — cuore pulsante e barometro emotivo del tifo romanista — ha voltato le spalle ai giocatori, rifiutando l'applauso e le scuse della squadra al termine della disfatta europea. Un gesto simbolico, netto e inequivocabile: la rottura tra la città e il progetto tecnico è totale. Privata della sua proverbiale spinta ambientale e schiacciata dalle aspettative disattese, la Roma si ritrova sola, aggrappata a un finale di campionato che ha tutto il sapore di un amaro e solitario calvario sportivo.
Andrea Alati
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