Conte-Allegri, duello infinito: dal caso Muntari alla sfida decisiva del Maradona
Ci sono rivalità che attraversano le stagioni e diventano capitoli ricorrenti della storia del calcio italiano. Quella tra Antonio Conte e Massimiliano Allegri è una di queste.
Ci sono rivalità che attraversano le stagioni e diventano capitoli ricorrenti della storia del calcio italiano. Quella tra Antonio Conte e Massimiliano Allegri è una di queste.
Conte-Allegri, duello infinito: dal caso Muntari alla sfida decisiva del Maradona
A distanza di anni, i due tecnici si ritrovano ancora una volta uno di fronte all’altro, con il peso di una partita che può decidere la rincorsa scudetto. Al Maradona, il confronto tra SSC Napoli e AC Milan assume il valore di uno spareggio: chi perde rischia di uscire definitivamente dalla lotta per inseguire l’Inter.
Dieci precedenti, equilibrio solo apparente
Il bilancio complessivo racconta una rivalità non frequentissima ma intensa: appena dieci incroci diretti, con Conte in vantaggio. Il primo capitolo risale al 2009, quando l’Cagliari Calcio di Allegri superò nettamente l’Atalanta BC allenata da Conte. Era un momento di passaggio, con Allegri in ascesa e Conte ancora alla ricerca della consacrazione.
La storia cambiò rapidamente. Con l’approdo di Conte alla Juventus, la rivalità entrò nella sua fase più intensa. Tra il 2011 e il 2013, il tecnico salentino costruì la sua egemonia battendo più volte il AC Milan guidato da Allegri, sia in campionato sia in Coppa Italia, contribuendo a spostare gli equilibri del calcio italiano.
Il bivio del gol fantasma
In quella sequenza di sfide, un episodio resta simbolico: il discusso gol non convalidato a Sulley Muntari in un Milan-Juventus destinato a entrare nella memoria collettiva. Quell’azione, diventata nel tempo un riferimento iconico, segnò un punto di svolta nella corsa al titolo e, indirettamente, anche nelle traiettorie dei due allenatori.
Da quel momento la Juventus di Conte prese definitivamente il comando, arrivando negli anni successivi a costruire una squadra dominante, mentre le strade dei due tecnici si separarono per lungo tempo. Dopo l’addio di Conte ai bianconeri, fu proprio Allegri a raccoglierne l’eredità sulla panchina juventina, aprendo una nuova fase della sua carriera.
Dodici anni di pausa e il ritorno della sfida
Per oltre un decennio, il confronto diretto tra i due è rimasto in secondo piano, complici le esperienze di Conte lontano dai club italiani e i percorsi differenti dei due tecnici. Il duello è tornato d’attualità solo in questa stagione, con il primo round vinto dal Milan a San Siro e la risposta del Napoli nella semifinale di Supercoppa.
Ora arriva il terzo atto, probabilmente il più pesante. Il contesto è chiaro: la partita del Maradona può definire il ruolo di principale inseguitrice dell’Inter. Non è soltanto una sfida tattica, ma anche un confronto tra due filosofie simili, fondate su solidità, organizzazione e gestione dei momenti chiave.
Una “bella” che vale la stagione
Il confronto di Pasquetta ha il sapore della resa dei conti. Non è una finale, ma ne ha l’intensità. Conte e Allegri tornano a incrociarsi in un momento in cui ogni dettaglio pesa, ogni scelta può cambiare la corsa al titolo.
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