COMO, ITALY - FEBRUARY 14: Como 1907 coach Cesc Fabregas gestures during the Serie A match between Como 1907 and ACF Fiorentina at Giuseppe Sinigaglia Stadium on February 14, 2026 in Como, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
A quarantotto ore dalla delicata sfida contro i partenopei, il tecnico del Como Cesc Fabregas prende la parola in conferenza stampa per presentare l'incrocio del Maradona. L'allenatore spagnolo inquadra le insidie del match, tessendo le lodi del lavoro svolto da Antonio Conte, ed esplora temi caldi come le recenti polemiche arbitrali e la maturazione mentale del suo gruppo, reduce da una solida prova a Genova.
Como, l'attesa di Fabregas: "Siamo pronti per una gara propositiva contro una grande squadra"
Fabregas non nasconde l'ammirazione per il percorso della squadra campana, esaltando la gestione del tecnico leccese di fronte alle avversità stagionali: "Una squadra che ha avuto tanti problemi, con tanti infortuni, di giocatori importanti durante la stagione. Grande merito al mister Conte di averli mantenuti ad un livello alto. Il Napoli è cresciuto tanto negli ultimi anni, adesso l'esigenza è alta. Hanno fatto una grande stagione, merito al gruppo e all'allenatore". Sulle condizioni dei lariani, il tecnico precisa che il gruppo è quasi al completo: "Anche noi abbiamo avuto infortuni. Siamo tutti, Sergi Roberto non può giocare tutta la partita, Vojvoda è tornato ad allenarsi. A parte Addai siamo tutti a disposizione". Le premesse per un grande spettacolo ci sono tutte: "Sarà una bella partita, di calcio propositivo, due squadre di grande mentalità".
Interrogato sulle roventi polemiche e sull'influenza di presunte designazioni pilotate, l'ex centrocampista sceglie la via del buonsenso, allontanando con forza lo spettro dei complotti e della premeditazione: "Non penso mai alla malafede, ci mancherebbe. Come ci sono allenatori o giocatori di livello differente, per gli arbitri è uguale. Se no non giocheremmo e non andremmo in campo. Preferirei non giocare la partita. Penso ci sia buon senso". Il mister invita l'ambiente a smorzare i toni e ad aiutare i direttori di gara, ricordando che il calcio deve restare prima di tutto un intrattenimento per il pubblico: "Dovrebbe solo arbitrare, mentre la gente paga il biglietto per vedere lo spettacolo. Non si può giudicare in malafede, lasciamoli lavorare".
Infine, un'analisi sull'identità e sul coraggio della sua squadra, capace di imporsi in piazze calde come quella ligure con il gol di Douvikas. Fabregas rivede nel suo Como quello spirito battagliero che ha caratterizzato la sua esperienza da giovanissimo leader nei Gunners di Wenger: "Mentalità, coraggio... sono stato capitano di una squadra molto giovane, ossia l'Arsenal. [...] Devi andare a vincere perché sei l'Arsenal, ma lo stai facendo con un altro tipo di giocatore. Con gente meno esperta". Proprio questa tenuta mentale esalta l'allenatore spagnolo: "Nel secondo tempo ho visto una squadra che diceva 'non mi fanno gol'. Tutti giocatori solidali, facendo sempre una corsa in più, è questo che dobbiamo fare noi. Se dobbiamo fare 100 metri in più si fanno. La solidità difensiva non si può sbagliare".
Andrea Alati
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