La bufera giudiziaria che aveva avvolto la Tribuna Autorità dello Stadio Diego Armando Maradona fa registrare un'importante quanto decisiva svolta burocratica. A pochi giorni dal blitz che aveva portato all'apposizione dei sigilli giudiziari, la Procura di Napoli ha disposto il dissequestro dell'area di 150 metri quadrati destinata al nuovo punto hospitality del club. Una boccata d'ossigeno per Aurelio De Laurentiis e per la dirigenza azzurra, frutto di un immediato canale di comunicazione aperto con la magistratura inquirente. La revoca del provvedimento, tuttavia, non equivale a un via libera incondizionato per le ruspe: la Filmauro si trova ora davanti a un preciso e rigoroso percorso di regolarizzazione amministrativa.
Maradona, sbloccato il cantiere della Tribuna: il Comune aveva approvato, mancava solo un timbro
Il provvedimento di revoca dei sigilli è maturato nelle ultime ore, come rivela La Repubblica, a seguito del fitto confronto tra il pubblico ministero Arturo De Stefano — titolare del fascicolo presso la Sezione Tutela Ambiente e Territorio della Procura di Napoli — e l'avvocato Fabio Fulgeri, legale rappresentante del Calcio Napoli. La società partenopea, mossa dalla volontà di sanare immediatamente la propria posizione ed evitare un lungo e logorante braccio di ferro giudiziario, ha manifestato la totale disponibilità a regolarizzare la pratica edilizia, sanando quel vizio di forma che aveva spinto gli agenti della Polizia Locale a intervenire lo scorso 18 maggio.
La revoca del sequestro fa piena luce sul reale "pasticcio" burocratico che aveva portato all'iscrizione nel registro degli indagati dei vertici del club. L'opera, finalizzata a migliorare l'accoglienza e i servizi interni dell'impianto di Fuorigrotta, non era una cattedrale nel deserto totalmente abusiva: il progetto nasceva infatti da una delibera comunale e aveva già incassato il parere favorevole del sindaco Gaetano Manfredi, oltre al via libera del Servizio Gestione Impianti Sportivi di Palazzo San Giacomo. Il cortocircuito istituzionale è nato esclusivamente sul tempo d'azione: il Napoli ha avviato il cantiere sulla base dell'indirizzo politico favorevole, senza attendere il materiale rilascio del formale titolo abilitativo necessario all'inizio dei lavori.
Nonostante i sigilli siano stati rimossi, la ripartenza dei lavori per l'hospitality della Tribuna Autorità resta congelata. Il magistrato ha infatti imposto al Napoli un doppio e tassativo vincolo propedeutico. In primo luogo, la società azzurra dovrà procedere al totale ripristino dello stato dei luoghi, riportando l’area interessata alle condizioni antecedenti all'intervento del 7 maggio. Successivamente, i tecnici del club dovranno completare l’iter amministrativo per ottenere l'autorizzazione prevista dalla normativa edilizia. Solo quando Palazzo San Giacomo avrà timbrato il permesso di costruire definitivo, gli operai potranno legittimamente fare ritorno a Fuorigrotta per ultimare il punto ristoro.
Andrea Alati
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