Caso Rocchi, l’inchiesta si allarga: altri tre arbitri sotto indagine
Secondo l’ipotesi investigativa, quel cambio improvviso potrebbe essere stato influenzato da un segnale esterno. L’esposto presentato da Domenico Rocca suggerisce che possa esserci stata un’interferenza, forse proprio da parte di Rocchi.
L’inchiesta sul sistema arbitrale italiano entra in una nuova fase. A pochi giorni dagli interrogatori previsti per il 30 aprile, emergono nuovi nomi che ampliano il perimetro dell’indagine e rendono il quadro ancora più complesso.
Caso Rocchi, l’inchiesta si allarga: altri tre arbitri sotto indagine
Dopo Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni, la Procura punta ora l’attenzione su altri tre protagonisti del mondo VAR: Daniele Paterna, Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo. Il numero degli indagati sale così a cinque, in un’inchiesta che ipotizza il reato di frode sportiva.
Il caso Udinese-Parma: il cambio di decisione
Uno degli episodi centrali riguarda la sfida tra Udinese e Parma della scorsa stagione. In sala VAR c’era Paterna, inizialmente orientato a non intervenire su un contatto in area.
Poi qualcosa cambia. Le immagini mostrerebbero un momento preciso: Paterna si gira verso l’esterno della sala, pronuncia "è rigore?" e subito dopo richiama l’arbitro per la revisione al monitor. Da lì nasce il penalty decisivo.
Secondo l’ipotesi investigativa, quel cambio improvviso potrebbe essere stato influenzato da un segnale esterno. L’esposto presentato da Domenico Rocca suggerisce che possa esserci stata un’interferenza, forse proprio da parte di Rocchi.
Per Paterna, oltre al merito della decisione, si apre anche un altro fronte: quello di una possibile falsa testimonianza.
Nasca e gli episodi controversi
Il nome di Luigi Nasca compare invece in relazione a due partite distinte, entrambe finite sotto la lente degli inquirenti.
Nel match Salernitana-Modena, il VAR contribuì a far revocare un rigore inizialmente assegnato. Ma è soprattutto Inter-Verona a far discutere: in quell’occasione, Nasca non richiamò l’arbitro per rivedere un contatto tra Alessandro Bastoni e Ondrej Duda.
Un episodio segnalato formalmente dall’avvocato Michele Croce, che portò all’apertura di un fascicolo.
Di Vuolo e la posizione da chiarire
Nella stessa partita, come AVAR, era presente Rodolfo Di Vuolo. La sua posizione, secondo la difesa, sarebbe già stata oggetto di verifiche in passato.
"Non c’è nulla di fondato", è la linea sostenuta dal suo legale, che parla di un procedimento destinato all’archiviazione. Tuttavia, il suo nome rientra ora nel nuovo filone dell’indagine, segno che gli inquirenti intendono approfondire ogni dettaglio.
Verso il 30 aprile: snodo decisivo
Tutti gli occhi sono puntati ora sulla data del 30 aprile, quando Rocchi e Gervasoni sono stati convocati dai magistrati. Non è ancora certo che si presenteranno, ma è evidente che da quel passaggio potrebbero emergere elementi decisivi.
L’inchiesta, partita da singoli episodi, sta assumendo contorni più ampi. Non si tratta più solo di valutazioni arbitrali contestate, ma di un possibile sistema di condizionamenti che, se provato, metterebbe in discussione la credibilità dell’intero meccanismo VAR.
Il calcio italiano, ancora una volta, si ritrova davanti a un bivio: chiarire rapidamente o rischiare di trascinare l’incertezza ancora più a fondo.
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