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domenica 2 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Caso Rocchi, la difesa del designatore: "Fiducia nella magistratura, vado avanti senza timori"

Secondo le ipotesi investigative, ci sarebbero stati tentativi di condizionamento nelle decisioni. Un aspetto delicato, perché tocca la credibilità dell’intero sistema arbitrale.

Caso Rocchi, la difesa del designatore: "Fiducia nella magistratura, vado avanti senza timori"
"Sono sereno e vado avanti". Gianluca Rocchi rompe il silenzio dopo l’iscrizione nel registro degli indagati e affida a poche parole una linea chiara: nessuna preoccupazione, piena fiducia nella giustizia e convinzione di aver operato correttamente. AIA, Avviso di garanzia per il designatore Rocchi: è indagato per concorso in frode sportiva

Caso Rocchi, la difesa del designatore: "Fiducia nella magistratura, vado avanti senza timori"

Una risposta asciutta, ma significativa, che arriva nel pieno di un’indagine destinata a far discutere. L’avviso di garanzia e la posizione di Rocchi Il designatore arbitrale di Serie A e B ha ricevuto un avviso di garanzia nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano che ipotizza il reato di concorso in frode sportiva. "Ho sempre agito correttamente", è il messaggio che filtra. Una presa di posizione netta, che punta a ribadire la propria estraneità rispetto alle accuse. Allo stesso tempo, Rocchi evita ogni polemica: "Ho piena fiducia nella magistratura". Una dichiarazione che segna la volontà di affrontare l’indagine nelle sedi opportune, senza alimentare tensioni esterne. Il contesto: VAR e presunte pressioni L’inchiesta si concentra su alcune partite delle ultime stagioni, con particolare attenzione al funzionamento del VAR e ai rapporti tra designatore e ufficiali di gara. Nel mirino ci sono dinamiche legate alla sala operativa di Lissone, dove si prendono decisioni cruciali durante le partite. Tra gli episodi analizzati figura la gara tra Udinese Calcio e Parma Calcio 1913, diventata il caso simbolo dell’indagine. Il punto chiave: autonomia decisionale Il nodo centrale riguarda un principio fondamentale: l’autonomia degli ufficiali VAR. Secondo le ipotesi investigative, ci sarebbero stati tentativi di condizionamento nelle decisioni. Un aspetto delicato, perché tocca la credibilità dell’intero sistema arbitrale. Rocchi, però, respinge ogni ricostruzione in questo senso, mantenendo una linea difensiva coerente e senza aperture. Il precedente sportivo e le verifiche già fatte Un elemento che emerge dal contesto è che alcune delle situazioni contestate erano già state esaminate in sede sportiva, senza conseguenze. In altri casi, gli stessi organi arbitrali avevano ammesso errori tecnici, rendendo pubblici dialoghi e valutazioni attraverso i canali ufficiali. Questo contribuisce a delineare un quadro complesso, dove si intrecciano valutazioni tecniche, responsabilità individuali e interpretazioni. Il clima nel mondo arbitrale Nonostante la portata dell’inchiesta, dagli ambienti arbitrali non emergono segnali di allarme immediato. "Si continua a lavorare", è la linea che prevale. Una scelta che punta a mantenere stabilità operativa in un momento delicato. Un’indagine ancora all’inizio Il procedimento è nelle fasi iniziali e richiederà tempo per chiarire ogni aspetto. Le eventuali responsabilità dovranno essere accertate nel corso delle indagini, nel rispetto delle garanzie previste. Tra campo e tribunali Il caso Rocchi riporta ancora una volta il calcio italiano in una dimensione doppia: quella del campo e quella delle aule giudiziarie. Da una parte le partite, dall’altra le verifiche su ciò che accade dietro le quinte. E in mezzo, una figura chiave come il designatore, oggi chiamato a difendere il proprio operato mentre il sistema osserva e attende sviluppi.
Andrea Fiorentino · Redattore