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domenica 2 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Caso Rocchi e FIGC, rischio commissariamento: cosa prevedono davvero le regole. Il post di Abodi

La domanda che circola con sempre maggiore insistenza è diretta: la FIGC può essere commissariata? E soprattutto, in quali condizioni questo scenario diventerebbe reale?

Caso Rocchi e FIGC, rischio commissariamento: cosa prevedono davvero le regole. Il post di Abodi
Il terremoto innescato dal caso Gianluca Rocchi non si limita più alla sfera arbitrale. Con il passare delle ore, il baricentro della crisi si è spostato verso i vertici istituzionali del calcio italiano, aprendo interrogativi concreti sul futuro della Federazione Italiana Giuoco Calcio. https://twitter.com/andreaabodi/status/2048077698984034607

Caso Rocchi e FIGC, rischio commissariamento: cosa prevedono davvero le regole

La domanda che circola con sempre maggiore insistenza è diretta: la FIGC può essere commissariata? E soprattutto, in quali condizioni questo scenario diventerebbe reale? Le norme: quando può intervenire il CONI Per capire cosa può accadere, bisogna partire dallo statuto del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che disciplina i casi in cui una federazione sportiva può essere commissariata. Il passaggio chiave riguarda tre situazioni: gravi irregolarità nella gestione violazioni dell’ordinamento sportivo impossibilità di funzionamento degli organi direttivi In questi casi, la Giunta del CONI può proporre il commissariamento al Consiglio Nazionale, con l’obiettivo di ristabilire il corretto funzionamento dell’organizzazione. "Il punto non è se sia possibile", osserva un giurista sportivo, "ma se ci siano elementi sufficienti per dimostrare che il sistema non sta più reggendo". Dove si colloca il caso Rocchi Il nodo centrale è proprio questo: il caso Rocchi rientra davvero in queste condizioni? Al momento, la risposta è tutt’altro che definitiva. Da un lato, le accuse – ancora da verificare – potrebbero rientrare nella categoria delle “gravi violazioni”. Dall’altro, però, esiste un limite evidente: Rocchi non fa parte degli organi direttivi della FIGC. Questo dettaglio non è secondario. Significa che, per arrivare a un commissariamento, sarebbe necessario dimostrare un problema più ampio, non circoscritto a una singola figura. Il vero tema: la giustizia sportiva Il punto su cui si stanno concentrando le valutazioni riguarda un altro aspetto, meno visibile ma decisivo: il funzionamento della giustizia sportiva. Secondo quanto emerso, l’esposto iniziale che ha dato origine alla vicenda era stato archiviato internamente. È proprio questa gestione che ha attirato l’attenzione del Ministro dello Sport Andrea Abodi, che ha chiesto chiarimenti formali al CONI. "Non sappiamo chi abbia valutato quella denuncia e con quali criteri", è il senso delle perplessità espresse in ambienti istituzionali. Se dovesse emergere un malfunzionamento sistemico – omissioni, superficialità o mancanza di trasparenza – allora il quadro cambierebbe radicalmente. Non più un caso isolato, ma una criticità strutturale. Il ruolo del CONI e la posizione politica A questo punto entra in gioco il CONI, guidato da Luciano Buonfiglio, chiamato a fare da snodo tra la dimensione sportiva e quella istituzionale. La richiesta di chiarezza avanzata dal ministro Abodi non è solo formale: rappresenta un segnale politico preciso. Il tema non è più soltanto disciplinare, ma riguarda la credibilità dell’intero sistema. "Trasparenza e tempestività non sono più opzioni", ha fatto intendere il ministro, "ma condizioni necessarie". Cosa succederebbe davvero in caso di commissariamento L’ipotesi di un commissariamento della FIGC, per quanto ancora lontana, aprirebbe scenari estremamente delicati. A livello interno, significherebbe sospendere gli organi elettivi e affidare la gestione a un commissario straordinario. Ma è sul piano internazionale che emergono le incognite più pesanti. Organismi come la Union of European Football Associations guardano con attenzione a questi passaggi. In casi simili, non è escluso che possano arrivare sanzioni, fino all’esclusione dei club italiani dalle competizioni europee o alla revisione delle assegnazioni già previste, come gli Europei futuri. Sono ipotesi estreme, ma non teoriche. Una fase decisiva per il calcio italiano In questo momento, la linea che separa crisi gestibile e rottura istituzionale è sottile. Molto dipenderà da ciò che emergerà nelle prossime settimane: dalle indagini, dalle verifiche interne e soprattutto dalla capacità delle istituzioni di fornire risposte credibili. "Il sistema è sotto esame", sintetizza una fonte federale, "e questa volta non basta aspettare che passi la tempesta". Il caso Rocchi, nato come vicenda arbitrale, si sta trasformando in un banco di prova per l’intero calcio italiano. E le decisioni che verranno prese ora potrebbero ridefinirne gli equilibri per anni.
Andrea Fiorentino · Redattore