Caso Rocchi, Bergamo: “Doveva restare al suo posto e difendersi”
L’ex designatore arbitrale Paolo Bergamo è intervenuto sul nuovo caso che coinvolge Gianluca Rocchi, tornando a parlare di dinamiche che riportano alla memoria quanto accaduto vent’anni fa. Intervistato da La Nazione, Bergamo ha espresso la propria posizione con chiarezza, soffermandosi sia sulla…
L’ex designatore arbitrale Paolo Bergamo è intervenuto sul nuovo caso che coinvolge Gianluca Rocchi, tornando a parlare di dinamiche che riportano alla memoria quanto accaduto vent’anni fa. Intervistato da La Nazione, Bergamo ha espresso la propria posizione con chiarezza, soffermandosi sia sulla scelta di Rocchi sia sul contenuto dell’inchiesta.
“Non vedo illeciti, ma le accuse sono pesanti”
Secondo Bergamo, Rocchi avrebbe dovuto continuare il proprio lavoro fino al termine della stagione: “Se è convinto della bontà del suo operato, doveva finire il campionato da designatore difendendosi in tutte le sedi”. Un riferimento anche alla propria esperienza personale: “Io nei mesi di Calciopoli avevo già dato le dimissioni, precisamente a fine 2005, perché Blatter mi affidò la selezione degli arbitri per il Mondiale 2006. Poi scoppiò il caso e gli accusati non si sono potuti difendere a livello sportivo”.
Entrando nel merito dell’indagine, Bergamo ha aggiunto: “Allo stato attuale per me non si configurano illeciti, anche se le parole del pm di Milano sono pesanti. Se si parla di concorso in frode sportiva, bisogna capire chi ne faceva parte: il designatore non può aver fatto tutto da solo”.
Infine, una riflessione sull’esito: “Non sappiamo come finirà, perché non conosciamo il valore del materiale in mano alla Procura. Il fascicolo sarà poi valutato anche a livello sportivo. Nel 2006, comunque, non ci furono partite con illeciti né arbitri corrotti”.
Antonio Karol Giordano
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