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domenica 2 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Caso arbitri, Ulivieri: “Autosospensione scelta giusta, anche se non obbligata”

Nel pieno della bufera che sta investendo il sistema arbitrale italiano, arriva una presa di posizione che prova a riportare il dibattito su un piano istituzionale.

Renzo Ulivieri
Nel pieno della bufera che sta investendo il sistema arbitrale italiano, arriva una presa di posizione che prova a riportare il dibattito su un piano istituzionale.

Caso arbitri, Ulivieri: “Autosospensione scelta giusta, anche se non obbligata”

A parlare è Renzo Ulivieri, presidente dell’Assoallenatori, che commenta la decisione di autosospendersi presa dai vertici coinvolti nell’inchiesta. “Un gesto opportuno, non imposto” All’ingresso della FIGC, Ulivieri sceglie una linea chiara ma equilibrata. "Non era una scelta dovuta, ma opportuna", lascia intendere. Una distinzione non banale: da un lato il rispetto delle regole formali, dall’altro la necessità di tutelare l’immagine e la credibilità delle istituzioni. I protagonisti della vicenda – Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni – avrebbero potuto continuare a svolgere le proprie funzioni. Ma la decisione di fare un passo indietro, secondo Ulivieri, rappresenta un segnale importante. "In altri contesti queste cose non accadono", osserva, lasciando intendere come il gesto abbia un valore che va oltre il singolo caso. Il doppio binario: giustizia ordinaria e sportiva Il presidente dell’Assoallenatori richiama poi la necessità di distinguere i piani. Da una parte c’è la giustizia ordinaria, chiamata a fare luce sui fatti. Dall’altra, la giustizia sportiva, che – a suo giudizio – si è già mossa con tempismo e correttezza. "La procura federale ha operato nei tempi e nei modi giusti", è il senso della sua valutazione. Un riconoscimento che arriva in un momento delicato, in cui l’intero sistema calcistico è sotto osservazione. Un equilibrio fragile Le parole di Ulivieri si inseriscono in un contesto già carico di tensione, tra ricostruzioni, accuse e sospetti che coinvolgono il mondo VAR e la gestione arbitrale. L’autosospensione, pur non obbligatoria, diventa così uno strumento per abbassare la pressione e garantire che le indagini possano procedere senza ombre. Resta però una questione più ampia: la fiducia. Perché, al di là delle responsabilità individuali, è l’intero sistema che oggi è chiamato a dimostrare trasparenza e solidità.
Andrea Fiorentino · Redattore