Capello senza filtri: “Al Real mandai via Ronaldo. Messi? Provai a portarlo alla Juve”
Fabio Capello ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua straordinaria carriera, raccontando aneddoti legati a due autentiche leggende del calcio mondiale: Ronaldo e Lionel Messi.
Fabio Capello ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua straordinaria carriera, raccontando aneddoti legati a due autentiche leggende del calcio mondiale: Ronaldo e Lionel Messi.
“Ronaldo non aiutava più la squadra”
Tra i passaggi più sorprendenti delle sue dichiarazioni c’è quello relativo alla sua seconda esperienza sulla panchina del Real Madrid. Capello ha spiegato come la scelta di separarsi da Ronaldo fosse legata soprattutto a questioni di atteggiamento.
Secondo l’ex allenatore, i grandi campioni devono certamente essere valorizzati e messi nelle condizioni migliori per esprimersi, ma allo stesso tempo devono dare l’esempio al gruppo e contribuire al lavoro della squadra.
Quando percepì che il brasiliano non era più disposto a sacrificarsi per il collettivo, decise di prendere una decisione forte per tutelare gli equilibri dello spogliatoio.
Il capolavoro con la Roma
Capello ha ricordato anche lo Scudetto conquistato con la Roma nel 2001, definendolo una delle imprese più difficili della sua carriera. L’ex tecnico ha sottolineato come il successo sia stato costruito nel corso di due stagioni, individuando in Gabriel Batistuta l’elemento decisivo per compiere il salto di qualità definitivo.
Il rimpianto chiamato Messi
Tra i ricordi più curiosi emerge quello legato a Lionel Messi. Capello racconta di essere rimasto impressionato dal talento dell’argentino durante il Trofeo Gamper, quando aveva appena 16 anni.
Dopo averlo visto dominare la partita con personalità e qualità fuori dal comune, l’allora allenatore della Juventus chiese al Barcellona la possibilità di ottenerlo in prestito per una stagione.
La risposta, però, fu negativa. Il club catalano credeva fortemente nel ragazzo e non aveva alcuna intenzione di lasciarlo partire. Una scelta che, col senno di poi, si sarebbe rivelata più che azzeccata.
Una carriera piena di successi
Dai trionfi con il Milan degli “Invincibili” allo Scudetto con la Roma, passando per Juventus e Real Madrid, Capello ha lasciato un segno indelebile ovunque abbia allenato. E tra i tanti trofei conquistati resta anche qualche rimpianto, come quello di non essere riuscito a portare un giovanissimo Messi in bianconero prima che diventasse uno dei più grandi calciatori della storia.
Antonio Karol Giordano
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