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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Bufera Inter, l'indagine si allarga a Inter-Torino: Rocchi indagato per frode sportiva

Bufera Inter, l'indagine si allarga a Inter-Torino: Rocchi indagato per frode sportiva
L'inchiesta della Procura della Repubblica di Milano sulle presunte pressioni per orientare le designazioni arbitrali in favore dell'Inter si arricchisce di un nuovo, pesantissimo capitolo. La posizione dell'ex designatore Gianluca Rocchi si aggrava con l'iscrizione nel registro degli indagati per il reato di frode sportiva. A far rumore, come emerso dalle indiscrezioni di stampa, è l'inserimento nel fascicolo di una nuova partita che sarebbe stata oggetto di una designazione su misura: si tratta della sfida tra l'Inter e il Torino, andata in scena lo scorso 26 aprile. L'arbitro al centro del mirino è Maurizio Mariani, un fischietto che non incrociava i nerazzurri dal controverso precedente di Napoli-Inter, gara terminata 3-1 e seguita da feroci polemiche pubbliche innescate dal presidente interista Beppe Marotta per la concessione di un calcio di rigore ritenuto inesistente.

"Fammi vedere se va bene": la telefonata di Rocchi che svela il presunto sistema Inter

La vera svolta investigativa arriva però dai nastri delle intercettazioni. Durante una conversazione telefonica con un collega, Rocchi è stato registrato mentre pronunciava parole inequivocabili: "Aggiorniamoci un attimo. Fammi vedere se va bene, poi ti do conferma". Una frase che, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, celerebbe un retroscena inquietante: la nomina di Mariani sarebbe diventata operativa soltanto dopo aver incassato il via libera definitivo da parte della società nerazzurra, che fino a quel momento lo considerava un profilo sgradito. Il quadro accusatorio si sta delineando con il contributo di nuove intercettazioni vagliate anche dal pm Paolo Ielo, magistrato di lungo corso con un passato nella squadra di Tangentopoli. Rocchi, che è già stato ascoltato negli uffici della Procura, avrebbe agito in piena collusione e previo accordo con i vertici della società milanese. I dirigenti dell'Inter, a loro volta, avrebbero ottenuto questo canale privilegiato per le designazioni sfruttando rapporti molto stretti con Gabriele Gravina, l'ex presidente della Federcalcio dimessosi dopo il disastroso epilogo delle qualificazioni Mondiali e recentemente sostituito da Giovanni Malagò. È fondamentale precisare che, nell'ambito di questo intricato scenario che ipotizza un sistema di designazioni viziate da interferenze esterne, al momento né l'ex numero uno della FIGC Gravina né alcun dirigente dell'Inter risultano formalmente iscritti nel registro degli indagati. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore