during the UEFA Europa League Final between Olympique de Marseille and Club Atletico de Madrid at Stade de Lyon on May 16, 2018 in Lyon, France.
Rudi Garcia, che la piazza partenopea ha imparato a conoscere nel corso di una breve e tormentata parentesi sulla panchina dei campioni d'Italia, si appresta a vivere la sua prima avventura iridata alla guida della nazionale del Belgio. Intervenuto in esclusiva ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, il commissario tecnico francese ha fatto il punto sullo stato di salute delle sue stelle più lucenti, scoperchiando i retroscena relativi alle convocazioni e spegnendo sul nascere i primi focolai di polemica nati attorno alla gestione dei minutaggi.
Caso De Bruyne, la risposta del ct: "Nessuna polemica sul passato, conta solo la sua felicità"
Il fulcro dei pensieri del ct transalpino è inevitabilmente occupato dalle condizioni atletiche di Romelu Lukaku. Il centravanti, reduce dall'amichevole disputata a Zagabria, rappresenta l'arma totale di una spedizione che non può prescindere dal suo peso specifico negli ultimi sedici metri, a patto di non forzarne i ritmi di inserimento dopo una stagione vissuta quasi interamente ai margini delle rotazioni: "Se devo essere del tutto onesto, temevo di ritrovare Romelu in condizioni fisiche decisamente peggiori, calcolando il lunghissimo periodo di inattività forzata da cui arrivava. All'ombra del Vesuvio non ha praticamente mai trovato lo spazio che meritava, e l'auspicio per il suo futuro è che possa finalmente tornare a militare in un contesto capace di garantirgli continuità d'impiego sul rettangolo verde. In ogni caso, la notizia del suo totale recupero mi riempie di gioia: un profilo con le sue caratteristiche strutturali all'interno del panorama belga semplicemente non esiste. Il suo minutaggio, però, andrà gestito con estrema intelligenza e cautela. Sono perfettamente consapevole dell'impazienza dei tifosi, che lo vorrebbero vedere in campo dal primo minuto già nella sfida di debutto contro l'Egitto, ma vi assicuro che le cose non andranno in questo modo. Dobbiamo procedere per gradi, senza correre rischi inutili".
Le riflessioni del tecnico si sono poi inevitabilmente spostate sull'ambiente napoletano, rievocando le ombre delle passate gestioni e i malumori che hanno coinvolto un altro pilastro dello spogliatoio dei Diavoli Rossi, Kevin De Bruyne: "L'esperienza vissuta in Campania mi ha lasciato la certezza che in quella città si respiri un'atmosfera meravigliosa, circondati dall'affetto di una tifoseria straordinaria. Le problematiche strutturali risiedono altrove, ma non ho la minima intenzione di far ripartire il juke-box delle vecchie controversie o di fare paragoni con il passato. In questo momento l'unico dettaglio che conta per il mio lavoro è vedere che un autentico genio del calcio come Kevin sia felice, motivato e totalmente concentrato sull'avventura che ci attende con la maglia della nazionale".
L'ultimo retroscena svelato dal commissario tecnico riguarda invece uno dei tagli più dolorosi ed estromissioni eccellenti dell'intera lista dei ventisette partenti per l'America, ovvero l'esclusione dai giochi di Loïs Openda. Una scelta drastica, figlia di una precisa linea di condotta che non ammetteva sconti sulla gestione dei ruoli offensivi: "Lasciare a casa un talento come Openda è stato un passaggio calcisticamente doloroso, una scelta che mi è costata molto sul piano umano. Tuttavia, le dinamiche di un torneo così corto non mi permettevano il lusso di convocare due centravanti reduci da una totale mancanza di minutaggio nei rispettivi club d'appartenenza: davanti a questo bivio strategico, la mia preferenza è caduta inevitabilmente su Lukaku. È stata una scelta obbligata dalle necessità del gruppo".
Andrea Alati
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