La rivoluzione tattica di Maurizio Sarri all'ombra delle Mura Venete ha finalmente il suo direttore d'orchestra. L'Atalanta, stando a quanto evidenziato da Gianluca Di Marzio, ha sbaragliato la folta concorrenza, piazzando un colpo nevralgico che sa di profonda rifondazione. Gianluca Gaetano si veste di nerazzurro: l'intesa totale con il Cagliari e con l'entourage del ventiseienne è ormai cosa fatta, per una fumata bianca che garantirà alle casse del club sardo un incasso oscillante tra i quindici e i venti milioni di euro. Si tratta del primo sigillo tecnico del nuovo corso orobico, una precisa istanza dell'allenatore che va a riallacciare un filo spezzato anni fa.
Da trequartista a metronomo del 4-3-3: la nuova vita di Gaetano alla corte di Sarri
Fu proprio Sarri, infatti, durante la sua parentesi all'ombra del Vesuvio, a spalancare per primo le porte della prima squadra azzurra a un giovanissimo Gaetano, sebbene il battesimo del fuoco in gare ufficiali porti la firma di Carlo Ancelotti. Oggi i destini si incrociano nuovamente a Zingonia, sgretolando i piani di un altro ex illustre: Luciano Spalletti. L'attuale nocchiero della Juventus aveva messo il talento campano in cima alla lista della spesa per rinforzare la mediana bianconera. Un innamoramento, quello di Spalletti, sbocciato in via definitiva dopo il sontuoso 1-0 inflitto dal Cagliari alla Vecchia Signora, in cui il centrocampista brillò sia per le consuete geometrie sia per un'inattesa ferocia nella fase di non possesso. D'altronde, i due si conoscono a memoria: nell'anno del tricolore napoletano, Spalletti decise di trattenerlo stabilmente in rosa, venendo ripagato con otto presenze e la gioia inestimabile di un gol segnato contro l'Inter, coronamento del sogno di un ragazzo cresciuto tifando azzurro.
Tuttavia, il giocatore che varca i cancelli del quartier generale bergamasco è profondamente trasfigurato rispetto alle origini. Nato calcisticamente come trequartista puro, con un passato da punta nelle giovanili partenopee, Gaetano ha vissuto una metamorfosi inesorabile. Il processo di arretramento è iniziato in cadetteria, con la maglia della Cremonese, ma la scintilla decisiva porta la firma di Fabio Pisacane. È stato il tecnico del Cagliari a reinventarlo playmaker basso, sublimando un esperimento tattico che ha svoltato la carriera del classe 2000. L'Atalanta, dunque, ridisegna il proprio baricentro. In questa veste tattica, Gaetano si candida a raccogliere le chiavi della squadra, pronto a giocarsi il posto in cabina di regia con un monumento come Marten De Roon, tenendo aperta l'opzione di un impiego da mezzala di palleggio. A ventisei anni, l'ex talento del vivaio napoletano si trova di fronte al crocevia definitivo: imporsi in una big e puntare, senza mezzi termini, a una maglia della Nazionale.
Andrea Alati
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