COMO, ITALY - FEBRUARY 14: Como 1907 coach Cesc Fabregas gestures during the Serie A match between Como 1907 and ACF Fiorentina at Giuseppe Sinigaglia Stadium on February 14, 2026 in Como, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
Il calciomercato internazionale accende i riflettori sulle sponde del Lario, dove le prestazioni d'autore dell'ultima stagione hanno trasformato la vetrina lariana in un preziosissimo caveau preso d'assalto dalle superpotenze del continente. Martin Baturina è diventato l'oggetto del desiderio dei principali club europei, scatenando una vera e propria asta sotterranea. Il trequartista croato classe 2003, reduce da un'annata d'esordio in Serie A contrassegnata da giocate d'alta scuola, gol pesanti e una maturità tattica fuori dal comune, ha catalizzato l'attenzione dei vertici della Premier League. Secondo quanto rivelato dall'esperto di Sky Sport, Gianluca Di Marzio, due corazzate d'oltremanica si sarebbero già spinte a formalizzare i primi sondaggi concreti, dicendosi pronte a mettere sul piatto assegni compresi tra i 50 e i 55 milioni di euro pur di strapparlo al calcio italiano.
Fàbregas, respinto il primo assalto: le cifre della muraglia biancoblù per il talento
I ricchi club inglesi non sono però gli unici ad aver annotato il nome del talento di Spalato sui propri taccuini. Già nel corso dei mesi invernali il Bayern Monaco aveva inviato a più riprese i propri osservatori al Sinigaglia, monitorando con estrema capillarità la crescita esponenziale e la gestione dei ritmi del ragazzo. Una fila lunghissima di pretendenti che si scontra tuttavia con le ambizioni industriali e sportive della proprietà del Como. Lo stato maggiore biancoblù e lo staff tecnico guidato da Cesc Fàbregas considerano il gioiello croato l'architrave insostituibile attorno a cui edificare il consolidamento del progetto e la continuità tattica della squadra, giudicandolo un pezzo unico e privo di parigrado sul mercato per visione e capacità di operare nello stretto.
Davanti alle lusinghe multimilionarie recapitate dall'Inghilterra, la linea difensiva tracciata dalla dirigenza lombarda si sta dimostrando di una rigidità granitica. Il Como non ha alcuna necessità finanziaria di fare cassa e non intende minimamente privarsi del proprio faro, se non davanti a offerte capaci di riscrivere la storia delle plusvalenze del nostro campionato. Per far vacillare il muro dei proprietari, qualsiasi proposta formale dovrà avvicinarsi alla cifra astronomica di 80 milioni di euro, una barriera economica pesantissima che la società ritiene l'unica base congrua per valutare il sacrificio del proprio fuoriclasse.
Andrea Alati
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