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martedì 4 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Arbitri, Chiffi si ferma, il Var divide: a Bergamo resta il dubbio che pesa

L’episodio chiave è il contatto tra Hojlund e Hien. In un primo momento viene assegnato un calcio di rigore al Napoli. Poi, dopo la revisione al Var guidato da Aureliano, la decisione viene ribaltata. La valutazione finale è che quel contatto non fosse da sanzionare.

Chiffi
La prova di Bergamo non ritenuta sufficiente: Chiffi salterà il prossimo week-end. Tornerà nelle designazioni La Penna a una settimana dagli errori di Inter-Juve

Arbitri, Chiffi si ferma, il Var divide: a Bergamo resta il dubbio che pesa

Nel calcio italiano non sono solo i risultati a lasciare strascichi. A volte è la gestione degli episodi a segnare il dibattito, a cambiare l’umore di una piazza, a orientare le settimane successive. È quanto accaduto dopo Atalanta-Napoli, partita che ha acceso i riflettori sull’operato dell’arbitro Daniele Chiffi. La decisione è arrivata in modo silenzioso ma netto: Chiffi sarà fermato per una giornata. Non comparirà nelle designazioni del prossimo turno di Serie A. Una pausa che, nei corridoi arbitrali, suona come una presa di posizione chiara. Il nodo di Bergamo: rigore sì, rigore no, gol annullato Secondo quanto riportato da Repubblica, la prova dell’arbitro non è stata ritenuta all’altezza. Il punto non è solo l’errore, ma la coerenza del metro adottato. L’episodio chiave è il contatto tra Hojlund e Hien. In un primo momento viene assegnato un calcio di rigore al Napoli. Poi, dopo la revisione al Var guidato da Aureliano, la decisione viene ribaltata. La valutazione finale è che quel contatto non fosse da sanzionare. Fin qui, la linea appare chiara: niente fallo, niente rigore. Il problema nasce pochi minuti più tardi, su un’azione molto simile. Ancora Hojlund contro Hien, ancora un contatto. Stavolta il pallone finisce in rete. Ma il gol viene annullato per fallo dell’attaccante danese. Ed è qui che la questione si fa più delicata. Per i vertici arbitrali il punto è semplice: se il primo contatto non è da rigore, il secondo non può diventare fallo. La coerenza è il fondamento dell’autorità arbitrale. Cambiare interpretazione a distanza di pochi minuti, sugli stessi protagonisti e su dinamiche analoghe, genera inevitabilmente confusione. Il Var, in questo caso, non è intervenuto. Evidentemente da Lissone è stata ritenuta corretta la valutazione di campo. Ma proprio questa doppia lettura alimenta un’insofferenza che serpeggia da tempo: il sistema di revisione funziona, ma non sempre riesce a uniformare le decisioni. La posizione di Rocchi e il tema della uniformità Il designatore Gianluca Rocchi da tempo insiste su un concetto cardine: uniformità di giudizio. Non è l’episodio isolato a pesare, ma la coerenza nel corso della gara. In questa prospettiva, l’errore non è solo tecnico. È concettuale. "Se togli il rigore, non puoi poi fischiare il fallo su Hojlund", è la sintesi che circola negli ambienti arbitrali. Una linea che traduce la necessità di un metro stabile, leggibile, riconoscibile. Il fermo di una giornata per Chiffi va letto in quest’ottica: non una bocciatura definitiva, ma un richiamo alla solidità interpretativa. Un clima teso attorno al Var La vicenda si inserisce in un contesto più ampio. Il rapporto tra arbitri, allenatori e tecnologia non è mai stato del tutto pacificato. Il Var avrebbe dovuto ridurre le polemiche, ma in alcune situazioni sembra averle rese più sofisticate. Il 23 marzo è previsto un incontro in Lega Serie A tra arbitri, tecnici e capitani. Non un processo pubblico, ma un momento di confronto. Perché il tema non riguarda solo un singolo direttore di gara, ma la percezione complessiva del sistema. E adesso? Il turno di stop servirà a raffreddare le tensioni. Nel frattempo torneranno altri nomi nelle designazioni, e il campionato proseguirà nel suo equilibrio precario tra campo e moviola. Ma la sensazione è che a Bergamo non si sia discusso soltanto di un rigore o di un gol annullato. Si è parlato, ancora una volta, di credibilità, di uniformità, di fiducia.
Andrea Fiorentino · Redattore